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LOSONE
16.04.2021 - 08:100
Aggiornamento : 10:10

«In un anno 144 casi di cambio di nome e cognome»

L’ex pluriomicida Günther Tschanun aveva vissuto a lungo nel Locarnese. Senza mai svelare nulla sul suo passato.

Ma le persone che modificano le loro generalità non sono rare. Lo Stato: «Spesso le richieste sono dovute a ragioni affettive».

LOSONE - Nel 1986 ha ucciso quattro suoi colleghi di lavoro. Dopo 14 anni di carcere, riparte dal Ticino. Vivrà per qualche tempo a Ronco Sopra Ascona per poi trasferirsi a Losone, località in cui morirà in un incidente di bicicletta nel 2015. Storia di Günther Tschanun. O di Claudio Trentinaglia, il nuovo nome che si era fatto confezionare per la sua seconda vita. Cambiare identità non è un fatto così raro in Svizzera. Anzi. Solo in Ticino i casi sono parecchie decine ogni anno. «Nel 2019 – sottolinea Dunja Valsesia, capo dell’Ufficio dello stato civile – sono stati trattati 144 casi di cambiamento di nome e cognome».  

Per potere ripartire – Dal Tages Anzeiger al Blick, i media svizzero tedeschi stanno scavando a fondo nel passato di Tschanun. I suoi resti oggi riposano nella fossa comune del cimitero di Losone. Solo di recente, in seguito alle clamorose rivelazioni della Sonntagszeitung, le autorità comunali sono venute a conoscenza di chi fosse veramente il 73enne che viveva in via Barchee. L’uomo, al momento della sua scarcerazione, era riuscito a chiedere di cambiare identità. Per potere ripartire. Non solo. Beneficiava pure di una rendita di circa 2.500 franchi mensili.

Nella fossa comune per volontà della compagna – «Noi non eravamo a conoscenza della vera identità di questa persona – ammette il municipale Fausto Fornera –. Sono informazioni che, in circostanze come questa, non vengono comunicate al Comune in cui una persona va ad abitare. Le sue spoglie si trovano nella fossa comune su volontà della sua compagna. È quello che possiamo dedurre». 

Un caso molto particolare – Le persone che modificano le loro generalità non sono rare. Anche se ovviamente le motivazioni non sono le stesse di Tschanun. «Questo è un caso molto particolare e non rappresenta sicuramente la regola – conferma Valsesia –. Il Codice civile svizzero permette alle persone di cambiare il nome o il cognome se vi sono motivi degni di rispetto. Si tratta di motivazioni molto personali e spesso accompagnate da significati affettivi».

La risposta a un disagio – Ancora Valsesia: «Ci sono casi in cui il figlio di primo letto (nato da una prima unione) di un coniuge chiede di poter portare lo stesso cognome dei fratelli nati durante il secondo matrimonio del genitore. La richiesta di cambiamento di nome può essere una risposta a disagi psicologici derivanti dal nome o dal cognome in uso. Oppure è intesa a rendere ufficiali le generalità utilizzate nella quotidianità».

Dal cognome volgare al passato doloroso – In alcune circostanze un nome o un cognome possono avere un significato volgare. E a quel punto si chiede una modifica. In altre ci si vuole staccare da un passato doloroso, magari contraddistinto da una violenza subita. L’importante è che alla base della domanda ci siano sempre ragioni serie e motivate.

Ragioni degne di rispetto – «La persona – riprende Valsesia – deve inoltrare la sua richiesta all’Ufficio dello stato civile, se domiciliata nel nostro Cantone, motivandola affinché possa essere stabilito che le ragioni della domanda siano degne di rispetto. L'istanza deve essere munita di firma autenticata da parte dell'amministrazione comunale del luogo di domicilio».

La documentazione – Alla richiesta vanno allegati la fotocopia di un documento di legittimazione, l’eventuale permesso di soggiorno, l’estratto del casellario giudiziario, l’estratto dell'ufficio esecuzioni e fallimenti. «Per la procedura può essere prelevata una tassa fino a 700 franchi. A dipendenza delle circostanze, l’autorità può richiedere ulteriori informazioni come pure un rapporto psicologico utili a determinare la validità delle argomentazioni».

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