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LUGANO

Borsa di studio a Belgrado per Giorgia Piffaretti

Il progetto dell'artista ticinese ha convinto la Città di Lugano che a marzo aveva indetto un concorso.
Tipress (archivio)
Borsa di studio a Belgrado per Giorgia Piffaretti
Il progetto dell'artista ticinese ha convinto la Città di Lugano che a marzo aveva indetto un concorso.
Diplomata in Belle Arti, trascorrerà quattro mesi nell'atelier gestito dalla Conferenza culturale delle Città svizzere.
La Città di Lugano - che a inizio marzo aveva aperto un concorso per un soggiorno a Belgrado nell’atelier gestito dalla Conferenza culturale delle Città svizzere (CVC), di cui Lugano fa parte, ha deciso di assegnare la borsa di st...

La Città di Lugano - che a inizio marzo aveva aperto un concorso per un soggiorno a Belgrado nell’atelier gestito dalla Conferenza culturale delle Città svizzere (CVC), di cui Lugano fa parte, ha deciso di assegnare la borsa di studio all’artista ticinese Giorgia Piffaretti. «Siamo particolarmente lieti - sottolinea il capo Dicastero Cultura, sport ed eventi Roberto Badaracco - di dare un’opportunità a una giovane ticinese che ha dimostrato di mettere a frutto le molte esperienze di livello internazionale senza dimenticare il suo territorio di origine, che continua a essere costante fonte d'ispirazione».

Laurea specialistica in Olanda - Giorgia Piffaretti (1989), ha conseguito la laurea di base in Belle Arti presso la Hochschule der Künste di Berna e la laurea specialistica presso la Netherlands Film Academy di Amsterdam. Le sue ricerche artistiche si basano sulla prassi archivistica: oggetti, fotografie, disegni e immagini in movimento vengono raccolte e trasformate in opera d’arte.

Il progetto - Il progetto presentato da Piffaretti per il periodo di residenza a Belgrado indagherà alcuni luoghi dotati di una doppia temporalità, nei quali la struttura e le attività ospitate coniugano permanenza e mutevolezza dell’attualità. Un esempio simbolo di tale apparente contraddizione è fornita dalle edicole dei giornali: piccole architetture tradizionali destinate all’estinzione nell’era del digitale, ma che sono state – e in parte continuano a essere anche oggi – di fondamentale importanza per tutti in ogni luogo. L'artista ha proposto, una volta in loco, di censirle, studiarne il ruolo socio-culturale e allacciare collaborazioni con le comunità locali in ottica della loro valorizzazione sotto una nuova veste.

L’atelier ha una durata complessiva di quattro mesi - dal primo dicembre 2020 al 31 marzo 2021 - e al rientro l’artista avrà la possibilità di presentare a Lugano il risultato della ricerca elaborata durante la residenza.

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