Immobili
Veicoli
«I prezzi delle mascherine? Una porcheria»
Foto lettore
ULTIME NOTIZIE Ticino
AGNO
2 ore
L'operaio schiacciato da un macchinario è deceduto
Si tratta di un 51enne svizzero domiciliato nel canton Zurigo.
LUGANO
6 ore
Frontaliere, ma «vive in Marocco»
Nuovi dettagli sul caso del presunto prestanome della 'ndrangheta con un piede in Ticino
LUGANO
7 ore
Lugano, dopo anni in calo, diventa più grande
Nel corso del 2021 la popolazione è aumentata di 95 unità.
CANTONE
9 ore
«La cassa nera mi è stata ordinata»
Al Tribunale militare parlano l’ex comandante Antonini e l’ex capo dello stato maggiore delle guardie di confine
CANTONE
9 ore
Divoora: 1.400 firme in meno di 48 ore
La popolazione sta dimostrando solidarietà sostenendo le rivendicazioni dei fattorini
RIVERA
10 ore
Un altro weekend di tamponi
Riapre domenica il centro della Protezione civile di Rivera. Ecco dove farsi testare il 28 e 29 gennaio
CANTONE
12 ore
Don Tamagni, proposti sei mesi da scontare, altri 27 sospesi
Tra appropriazione indebita e truffa, il parroco ha estorto oltre 900mila franchi.
CANTONE
13 ore
«L’atto d’accusa è un pasticcio»
Chiesto (e negato) il rinvio del processo nei confronti dell’ex comandante delle guardie di confine Antonini.
CANTONE
13 ore
Tilo ripristina (quasi) tutte le linee
I treni per Malpensa e per Como tornano in piena attività
BODIO
14 ore
Ringraziamenti e celebrazioni tra meritevoli e neo maggiorenni
Una serata in forma ristretta che ha sostituito la tradizionale festa
CANTONE
14 ore
Covid: quattro nuove vittime
Si registrano inoltre 1'384 positivi nelle ultime 24 ore.
CANTONE
24.04.2020 - 08:320
Aggiornamento : 13:05

«I prezzi delle mascherine? Una porcheria»

Il portavoce dell'Ordine dei farmacisti: «Il mercato? Una giungla a causa di fornitori che nulla c'entrano con la salute»

E ancora: «La stragrande maggioranza dei nostri colleghi non è tra chi approfitta di questo rincaro»

LUGANO - Dietro la mascherina come banditi. Il prezzo? Fino a 2 franchi l'una per delle normali “chirurgiche” acquistate in centro a Lugano (peraltro con lo sconto del titolare della farmacia che, interpellato, ha poi rifiutato di spiegare, anche in forma anonima, la sua politica dei prezzi). È quanto chiedono alcune farmacie che sono riuscite a reperire sul mercato il più utilizzato dei dispositivi di protezione. Prezzi da Far West. O da giungla, per usare le parole di Federico Tamò, portavoce dell’Ordine dei Farmacisti del Canton Ticino. Chi ci marcia? Chi ha spinto il mercato verso questa deriva? 

Come Ordine avete avuto segnalazioni di prezzi ingiustificabili? Siete intervenuti?
«Segnalazioni ne abbiamo avute - risponde Tamò -. Non tantissime. Ma come Ordine non possiamo dare direttive sui prezzi. Abbiamo però fatto una raccomandazione alle farmacie di essere a fianco della popolazione e sostenerla in questo momento del bisogno».

Che giudizio si può dare del mercato oggi?
«I prezzi delle mascherine rappresentano una giungla. Dai canali ufficiali non arriva più niente da gennaio, dunque tutto ciò che si trova sul mercato proviene da mercati paralleli. Mercati gestiti da persone o ditte che nulla hanno a che vedere con la salute. Ma che sfruttano magari dei contatti in Cina e hanno intravisto l’occasione per fare profitti».

Quanto è fitta questa giungla?
«Ogni giorno, come farmacia, riceviamo una decina di offerte da ditte, che mai avevamo visto prima, che non conoscevamo e che sottraggono merce ai canali ufficiali. Inoltre per ogni eventuale acquisto da queste ditte bisogna verificare l’idoneità delle mascherine prima di rivenderle. E sono prezzi fuori di testa».

Che cifre propongono questi fornitori?
«Nell’ultima settimana c’è stata una lieve flessione, ma i prezzi d’acquisto per le farmacie variano tra gli 80 centesimi e 1 franco e 50. Da qui la vendita che si può avvicinare ai 2 franchi. Va detto che non è obbligatorio per la popolazione comprarle».

Anche se, fosse solo psicologicamente, chi deve tornare a lavorare potrebbe sentirne il bisogno…
«Le raccomandazioni dell’Ufficio federale della salute pubblica dicono che le mascherine non sono necessarie e che è importante mantenere i due metri di distanza e l’igiene delle mani. Non c’è dunque un obbligo e i prezzi del mercato oggi sono una porcheria».

Una non obbligatorietà che è stata ribadita dal Consiglio federale. Il problema si riduce ai soli fornitori?
«No, c’è un problema anche a livello delle materie prime che si usano per realizzarle. In Cina i prezzi cambiano ogni giorno, per lo più verso l’alto, e anche per i fabbricanti è impossibile acquistare allo stesso prezzo».

Il cliente quali garanzie ha sul prodotto che acquista?
«Per le farmacie è spesso difficile garantire che siano prodotti conformi proprio perché non arrivano da canali ufficiali. Per questo molto spesso non sfruttiamo questi canali secondari. Se lo facciamo, dobbiamo valutarli attentamente prima di immettere la merce sul mercato. Non è un mistero che quando c’è richiesta e carenza di un bene, le organizzazioni criminali si fiondano sull’affare».

Come Ordine è difficile dire ai vostri associati di non prestarsi a questo mercato nero?
«La raccomandazione che abbiamo dato è di essere vicini alla popolazione e di garantire la qualità e l’accompagnamento durante questo periodo di pandemia. C’è libertà di commercio, ma siamo convinti che la stragrande maggioranza dei nostri colleghi non è tra chi approfitta di questo rincaro».

Però la gente punta il dito contro i farmacisti…
«Sì, perché siamo noi che ci mettiamo la faccia». Con o senza mascherina.

Potrebbe interessarti anche

YouTube

Facebook

Instagram

Linkedin

Twitter

TikTok


Copyright © 1997-2022 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2022-01-28 01:01:28 | 91.208.130.86