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17.10.2018 - 09:060
Aggiornamento : 10:08

Recluta presa di mira perché ticinese

Un'istruttoria preliminare è stata aperta per far luce su alcuni casi di nonnismo durante una scuola reclute

LUGANO - Una giovane recluta ticinese viene colpita da noci e sassi dai suoi camerati. Il video, girato a Emmen (LU), diventato virale all'interno del battaglione della difesa contraerea 33 e diffuso ieri dal "Quotidiano" della Rsi, ha spinto il giudice istruttore di Thusis a condurre un’istruttoria preliminare.

A quanto è dato a sapere, quello avvenuto lo scorso 14 settembre sarebbe infatti solo l'ultimo atto di nonnismo ai suoi danni e ai danni di due suoi compagni ticinesi, i soli all'interno di una compagnia completamente svizzero-tedesca. E a rendere la vicenda ancora più allarmante sarebbe il fatto che il "plotone d'esecuzione" sia stato ordinato e ripreso da alcuni sottoufficiali.

Il portavoce della giustizia militare a Berna ha confermato l’apertura dell’istruttoria preliminare.

Ay: «Ma quale goliardia?» - Sul caso si è espresso su Facebook il granconsigliere del Partito comunista Massimiliano Ay che fra le altre cose si occupa di consulenze alle reclute: «Di casi simili ne ho sentiti diversi, anche se in molti passano all’acqua bassa per paura, per quieto vivere o anche per opportunismo».

Il deputato punta poi il dito contro il «frettoloso» sistema con cui vengono scelti i graduati, «fra cui non mancano - al di là degli esaltati - anche persone immature cui si affida un “potere” che non sanno gestire». Per Ay l'esercito altro non è che «una macchina sempre più diseducativa, a cui si contrappone qualcosa di meglio e più utile che come Partito Comunista - Svizzera Italiana sosteniamo: il servizio civile».

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