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LOCARNO
17.05.2018 - 08:000
Aggiornamento 09:45

Paura in volo: ticinesi travolti dall’uragano

Fulmini e saette colpiscono un aereo durante la fase di atterraggio a Cuba. Le foto realizzate da tre viaggiatori partiti dalla Svizzera italiana

LOCARNO – Si stavano recando a L’Avana, a Cuba, per trovare alcuni amici di lunga data. Ma al momento dell’atterraggio, un uragano ha travolto l’aereo su cui stavano viaggiando. Avventura da pelle d’oca per una famiglia locarnese. Marito, moglie e figlia. Fulmini e saette colpiscono il velivolo. Il vento è impetuoso. Quindici minuti di autentico terrore. «L’abbiamo davvero scampata bella – sospira il capofamiglia ticinese –. Ce l’ha confermato anche lo stesso pilota, una volta che l’aereo ha finalmente toccato terra».

L’imprevisto in coda – L’episodio risale allo scorso 22 aprile. Oggi l’uomo lo racconta con serenità. «Eravamo partiti da Milano. Tutto era andato per il meglio durante le 11 ore di volo». I problemi subentrano quando si avvista la terra cubana. In particolare, nel momento in cui il pilota del Boeing 767-300 della Blue Panorama si prepara all'atterraggio. «Giù i flap, i motori diminuiscono la potenza e piano piano l'aereo si abbassa verso il suolo. Tutto sembrava essere nella norma».

Il cielo diventa nero – Di colpo, però, il cielo si fa cupo. Nero. «Siamo stati colpiti da alcuni fulmini. E l’aereo ha incominciato a ballare». Inizialmente la situazione sembra comunque gestibile a bordo del velivolo. «Mentre ci abbassavamo ulteriormente, tuttavia, il tempo peggiorava ancora di più. Fino al punto che l’ala dello stesso aereo si intravedeva a malapena».

Raffiche violente – L’aereo viene sballottato dalle folate di vento con grande violenza. «A quel punto, ci rendiamo conto di essere incappati in un uragano. Solo un uragano poteva avere tale potenza». Il pilota non ce la fa ad atterrare e decide di riportare il Boeing in quota. «Ha azionato di nuovo i motori a tutta forza. Si sentiva il carrello che stava tornando al suo posto e tutti i passeggeri, compreso il sottoscritto che stava filmando il tutto, si guardavano increduli e spaventati».

Si torna in quota – Con fatica l'aereo si riporta ad una certa quota. E dopo qualche minuto riesce a uscire dall'uragano, ora visibile dai finestrini. «Si volava comunque relativamente alti, visto che intravedevamo anche l'ombra dell'aereo, costretto a fare grosse virate per recuperare la rotta dell'aeroporto».

Un lungo applauso – Un giro sopra L'Avana. Due giri. E poi anche un terzo giro. Infine, il pilota ritenta con successo l'atterraggio. «Anche perché, nel frattempo, l’uragano si era allontanato. Sull’aereo regnava un silenzio surreale. Ricordo ancora le facce sconvolte degli stuart e delle hostess. E al momento dell’atterraggio, un lungo, interminabile, applauso isterico».

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