CHIASSO
08.03.2018 - 08:310
Aggiornamento 10:14

Quattro ragazze lo denunciano, ma «gira ancora tranquillo»

In cinque anni un 37enne kosovaro ha accumulato accuse di violenze sessuali da quattro giovani donne, che non si conoscono tra loro. Ma ne è uscito finora (quasi) pulito

CHIASSO - Non si conoscono, ma tutte hanno raccontato la stessa cosa, in momenti diversi. E si chiedono a cosa è servito. L'ultima denuncia per violenze sessuali nei confronti di F.A., un 37enne kosovaro residente nel Mendrisiotto e disoccupato, risale a novembre. La vittima è una 26enne della regione, che l'uomo ha avvicinato in un noto locale. Con una scusa l'ha attirata a casa propria, lì vicino: l'ha spinta all'interno, ha chiuso la porta a chiave. Solo tre ore dopo (verso le 5 del mattino) ha lasciato andare la ragazza. L'indomani, all'ospedale Beata Vergine di Mendrisio i medici hanno certificato segni evidenti di violenza sessuale: la giovane aveva le vesti strappate, ematomi ovunque. Il 37enne è stato arrestato il giorno stesso, ma il mese scorso è uscito dalla Farera per «assenza del pericolo di reiterazione del reato».

I precendenti - L'inchiesta è affidata al Pp Paolo Bordoli, ma visti i precedenti l'esito non è scontato. Lo dicono i numeri. Nei confronti dell'uomo, negli ultimi cinque anni in Ticino hanno sporto denuncia ben quattro ragazze – che non si conoscevano tra loro – con la medesima accusa. «Ha sempre negato tutto, giustificandoli come rapporti sessuali concitati ma consenzienti» spiega l'avvocato di una delle vittime. «Dimostrare la violenza è di per sé difficile, ma il problema è che le denuncianti non vengono affiancate. Con il tempo, tutte hanno mollato il colpo e non si è arrivati a processo». 

La testimonianza - Il motivo? Una delle ragazze ha accettato – non senza sforzo – di raccontare a tio.ch/20minuti la propria esperienza di dolore e frustrazione. «Alla sofferenza di quanto ho subito si è aggiunta quella del percorso giudiziario» spiega. La ragazza definisce «strazianti» i verbali e gli interrogatori a cui ha partecipato, e «carente» l'assistenza psicologica: «In tutto ho avuto due colloqui, con una psicologa e una psichiatra, per un totale di 35 minuti. Nient'altro». Sapere inoltre l'uomo «libero di andare in giro tranquillo» durante le indagini ha letteralmente «terrorizzato» la ragazza.

«Strumenti insufficienti» - Il problema è più diffuso di quanto si pensi, in Ticino. In occasione della Festa della donna, il collettivo “Io l'8 ogni giorno” ha indetto oggi una manifestazione a Bellinzona, dove verranno lette alcune testimonianze anonime. «Si tratta di donne che hanno subito violenze di vario tipo e sono state lasciate sole» racconta Alessia Di Dio, una delle organizzatrici. «Non mancano gli strumenti legali e normativi, ma i dispositivi di affiancamento e l'atteggiamento del sistema giudiziario nei confronti delle denuncianti, in Ticino come altrove, sono ancora da migliorare. C'è diffidenza, le vittime sono lasciate sostanzialmente sole e, dopo un po', rinunciano». Il risultato? Il 37enne di Chiasso finora è stato condannato solo in un caso, nel 2017. E per il capo d'accusa minore: aggressione. 

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