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TICINO
05.07.2011 - 12:440
Aggiornamento : 20.11.2014 - 13:58

"Anonymous", nel mirino 26enne del Luganese

E' nato e risiede in Ticino, ma ha passaporto italiano l'elemento di spicco della cellula italiana del gruppo di hackers. Il suo nome non sarebbe "Frey"

LUGANO - E' nato in Ticino e risiede nel Luganese, a Torricella, L.F. di 26 anni, l'elemento di spicco della cellula italiana di Anonymous. La casa di L.F. di 26 anni, di nazionalità italiana, è stata perquisita questa mattina dalla Polizia postale italiana e dalla Polizia Cantonale sezione criminalità informatica. Altre operazioni sono in corso. Le denunce infatti che ieri erano erano state notificate nei confronti di tre persone, tra cui un minorenne, sono salite già a 15, con un totale di 32 perquisizioni effettuate in tutta Italia e una sola in Ticino.

L'intervento della Polizia cantonale, richiesto tramite rogatoria, è avvenuto nell'ambito di un'inchiesta del Centro nazionale anticrimine informatico (CNAIPIC) della Polizia delle comunicazioni italiana, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma. Durante la perquisizione è stato sequestrato materiale informatico che dovrà ora essere analizzato. Nei confronti del giovane il Procuratore Generale John Noseda ha aperto un fascicolo.

26enne - Il 26enne ticinese è considerato il promotore della cellula italiana di “anonymous”, il gruppo hacker che dallo scorso gennaio ha organizzato e condotto numerosissimi attacchi informatici ai danni di siti web istituzionali e di aziende di rilevante interesse nazionale. Si firmava con il nickname "phre", ma dalla Polizia postale ci specificano che il soprannome non ha a che fare con il suo vero nome, che non è nemmeno quello filtrato sulla stampa italiana in mattinata.

"Pur se residente in Canton Ticino - spiega il vicequestore Tommaso Palumbo della Polizia Postale - si è dato da molto da fare negli ultimi tempi per mettere in difficoltà diversi siti italiani. la perquisizione è stata eseguita con il regime di rogatoria, ma l'atto è stato eseguito dalla Poliza cantonale e sono al corrente che ha dato ottimi risultati, che è ancora in corso tutta l'attività di accertamento di questo soggetto.

"Per arrivare alla scoperta della cellula, abbiamo seguito due piste investigative, la prima è quella di facebook e Twitter con cui il gruppo manteneva i contatti, ma anche i canali di chat dedicati e specifici, per dialogare e decidere le attività di attacco. Abbiamo fatto un'attività di selezione dei soggetti, e poi seguito alcuni attacchi. Al momento 15 delle persone individuate hanno ammesso la responsabilità, ma ovviamente le operazioni di verifica continuano.", chiude Palumbo.

Il metodo utilizzato era quello di servirsi di grossi server, in alcuni casi affittati anche all'  estero, con potenti capacita' di banda. Grazie ai server venivano richiesti alle pagine internet ' sotto attacco', servizi e comandi che mandavano in tilt il sistema. Il metodo utilizzato era quello di servirsi di grossi server, in alcuni casi affittati anche all'  estero, con potenti capacita' di banda.

Grazie ai server venivano richiesti alle pagine internet ' sotto attacco', servizi e comandi che mandavano in tilt il sistema. Mentre in passato - ha spiegato il vice questore aggiunto Palumbo - erano necessari per l'  attacco informatico centinaia di ragazzi che collegandosi facevano saltare il sito, oggi si utilizzano grossi server che mandano in tilt il sistema utilizzando quindi apparecchiature veramente alla portata di tutti". Gia'
investigatori hanno accertato che gli hacker italiani in alcuni episodi avevano fornito supporto agli hacker spagnoli per alcuni attacchi informatici compiuti nei mesi scorsi. Viceversa gli hacker spagnoli hanno aiutato quelli italiani negli attacchi del gennaio scorso.

I reati contestati sono di accesso abusivo in sistema informatico, danneggiamento a sistema informatico e interruzione di pubblico servizio

La cellula Anonymous - Uno degli ultimi messaggi lasciati da Anonymous Italia è rivolto agli italiani. “Cari cittadini italiani il livello di collusione fra mafia e stato è troppo alto…” Nel messaggio si invitano i cittadini a scendere in piazza, organizzare gruppi e dalla scintilla nascerà la fiamma. “Anonymous è sempre con il popolo. Non noi perdoniamo…”

Ma chi è Anonymous? Si tratta di un gruppo di hacker che hanno colpito sia siti internet di aziende come Finmeccanica, Poste, Eni e Unicredit, sia siti istituzionali come Senato, Palazzo Chigi, Camera dei Deputati, Rai, Mediaset e per ultimo AgCom, dopo la questione sulla delibera sul copyright online, secondi l’autorità italiana avrebbe potuto chiudere interi siti internet anche stranieri – da Wikileaks a YouTube – con il mero sospetto di violazione del copyright. Tutti gli attacchi andati a buon fine hanno reso inattivi i siti per molte ore provocando ingenti danni economici, sopratutto nel caso delle aziende, che adesso potrebbero fare partire le cause civili nei confronti degli hacker identificati.

Uno degli attacchi maggiormente noti è quello ai siti di Silvio Berlusconi, con chiaro intento di attaccare il premier italiano. Per qualche ora quattro siti erano  finiti sotto scacco, il pdl.it, governoberlusconi.it, forzasilvio.it e silvioberlusconifansclub.org. Non solo Italia, Anonymous sembra abbia collaborato anche all’attacco dei sistemi informatici dell’FBI insieme con il gruppo di hacker di Lulzsec. Anonymous  è stato accusato dalla Sony in merito alla vicenda sull’attacco al PlayStation Network.

s.m.


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