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CONSIGLIO FEDERALE

Paracadute dorati: il Governo difende le buonuscite ai dirigenti federali

Le indennità di partenza potrebbero essere appropriate a seconda della situazione, anche se dovrebbero essere utilizzate con moderazione
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Fonte Ats
Paracadute dorati: il Governo difende le buonuscite ai dirigenti federali
Le indennità di partenza potrebbero essere appropriate a seconda della situazione, anche se dovrebbero essere utilizzate con moderazione

BERNA - Le tanto criticate indennità di partenza riservate ai quadri dell'amministrazione federale e alle aziende parastatali non vanno abolite. È il parere del Consiglio federale a un progetto di legge della Commissione delle istituzioni politiche dei Consiglio degli Stati (CIP-S).

Nel suo parere reso noto oggi, il Governo sostiene che le indennità di partenza potrebbero essere appropriate a seconda della situazione, anche se dovrebbero essere utilizzate con moderazione.

Simili indennità vanno considerate come contropartita per il rischio di un licenziamento semplificato, dovrebbero consentire un passaggio di consegne senza intoppi ai vertici delle unità amministrative e prevenire costose controversie legali. Un divieto potrebbe avere un impatto negativo sull'attrattiva delle posizioni dirigenziali di vertice presso la Confederazione.

Secondo l'Ordinanza sul personale della Confederazione, oggi è possibile erogare indennità di fine rapporto, ad esempio ai direttori di ufficio in caso di licenziamento semplificato a seguito della cessazione di una collaborazione proficua o della mancanza di volontà di collaborazione da parte del capo dipartimento. In caso di dimissioni volontarie, invece, non è prevista alcuna indennità.

Le indennità di fine rapporto per i quadri dell'Amministrazione federale e delle imprese vicine alla Confederazione hanno dato ripetutamente adito a discussioni nel recente passato. Uno di questi casi è stato quello, reso pubblico, dell'ex direttrice dell'Ufficio federale di polizia (fedpol), Nicoletta della Valle.

Gli antefatti - Il progetto di legge della commissione volto ad eliminare i cosiddetti "paracadute dorati" prende spunto da un'iniziativa parlamentare dall'ex "senatore" Thomas Minder (Indipendente-UDC/SH), quest'ultimo già "padre" dell'iniziativa popolare contro le remunerazioni dorate nelle aziende. I malumori suscitati a livello politico, ma anche nella popolazione, per le indennità versate ad alcuni alti funzionari (vedi per esempio il bonus di 340 mila franchi per Nicoletta della Valle, pari insomma a un salario annuo) sono all'origine di questa iniziativa parlamentare e del progetto elaborato dalla commissione.

Stando al testo dell'iniziativa, andrebbe adeguata la legge sul personale federale affinché i membri delle direzioni (rispettivamente dei vertici operativi) e dei consigli d'amministrazione (rispettivamente degli organi strategici sovraordinati) dell'Amministrazione federale e di aziende e istituti parastatali non percepiscano alcuna indennità di partenza.

Secondo Minder, benché da dieci anni sia vietato il versamento di indennità di partenza ai membri del Cda e della direzione di società le cui azioni sono quotate in borsa, oggi è tutt'ora permesso erogare questi "paracadute dorati" ai quadri superiori dell'Amministrazione federale e delle aziende parastatali.

A detta dell'ex "senatore", non sussiste alcun motivo che giustifichi l'ulteriore versamento di tali retribuzioni, tanto più che i salari ordinari sono già assai elevati. L'indennità di buonuscita è in questi casi di fatto già compresa nello stipendio ordinario.

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