Keller-Sutter: «Siamo tornati a una politica di potenza brutale»

La consigliera federale: «Priorità agli interessi della Svizzera in un mondo dominato dai potenti»
DAVOS - «Siamo tornati in un'era di politica di potenza brutale e sfrontata». È l'opinione della consigliera federale Karin Keller-Sutter, espressa al programma della televisione svizzerotedesca SRF "Gredig direkt" nel quadro del Forum economico mondiale (WEF) di Davos (GR).
«Certo, siamo preoccupati per quello che sta succedendo: non è un vantaggio per la Svizzerax, ha affermato la sangallese all'emissione, registrata mercoledì prima del discorso fiume del presidente americano Donald Trump nella località grigionese. «In definitiva, però, non possiamo cambiare la situazione. Dobbiamo cercare di navigare nel mondo al meglio delle nostre possibilità», ha aggiunto.
Secondo Keller-Sutter, il potere è ora concentrato nelle mani di pochi e gli Stati di medie dimensioni come la Germania, così come quelli piccoli come la Svizzera, vengono spinti ai margini. Politicamente, la Confederazione non è potente ed è quindi "completamente esposta" a questa "tempesta", ha sottolineato.
Alla domanda se la Svizzera, nel mondo odierno, nonostante i nuovi accordi di libero scambio e le alleanze, debba pensare principalmente a se stessa, Keller-Sutter ha risposto che «va sempre data la priorità agli interessi del proprio Paese». Tuttavia, per perseguirli, «bisogna anche dialogare con gli altri».
Stando alla ministra delle finanze esiste pure un «movimento tra Paesi che forse non sono sempre stati così vicini, ma che ora si stanno avvicinando perché vogliono contrastare» la citata politica di potenza. Vi è quindi una grande volontà di collaborare, si è detta certa la liberale-radicale.



