L'UDC vuole un programma di autosufficienza alimentare

Ai democentristi preoccupa il basso tasso di autarchia, che si attesta al 57%.
La debolezza della produzione interna si rifletterebbe in una grande dipendenza dall'estero.
BERNA - Con lo spettro della guerra in Ucraina, l'UDC vuole un "Piano Wahlen 2.0" per l'autosufficienza alimentare della Svizzera. I democentristi sono infatti preoccupati per il basso tasso di autarchia, che si attesta al 57%.
Secondo quanto afferma il partito di destra in un comunicato odierno, questa situazione è dovuta a una «ottusa politica ideologica rosso-verde». La debolezza della produzione interna si riflette in una grande dipendenza dall'estero.
Per questo l'UDC chiede al Consiglio federale un nuovo Piano Wahlen, sulla falsariga di quanto fatto dalla Confederazione durante la Seconda guerra mondiale. Per la fine di questo mese il governo dovrebbe mostrare come intende garantire l'approvvigionamento dei cittadini.
Questo, sempre secondo i democentristi, dovrebbe essere a tutti gli effetti l'incarico principale per l'esecutivo, che dovrebbe quindi accantonare tutti i vari progetti «ideologico-sinistroidi-ecologisti» riguardanti il settore agricolo.
«Uno scherzo» - Chiamati in causa, proprio gli ecologici hanno subito replicato. Il Consigliere nazionale Kilian Baumann (Verdi/BE) ha definito i piano dell'UDC uno «scherzo». Per l'aumento della produzione bisognerebbe infatti importare più mangime e fertilizzanti, cosa che renderebbe la Svizzera ancora più dipendente dalla Russia.
Il Piano Wahlen realizzato durante la Seconda guerra mondiale venne chiamato così dal nome dell'agronomo e politico Friedrich Traugott Wahlen, che divenne in seguito consigliere federale. Il progetto ebbe un successo relativo e non si arrivò all'autosufficienza completa.




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