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23.03.2018 - 16:250

La legge sul tabacco «non convince» quasi nessuno

Per la destra le restrizioni in materia di pubblicità sono eccessive, mentre per la sinistra e gli ambienti sanitari il Governo si è piegato al volere delle lobby e il progetto è «un inganno»

BERNA - Nonostante sia stata rivista, la nuova legge sul tabacco proposta dal Consiglio federale non convince. Per la destra le restrizioni in materia di pubblicità sono eccessive, mentre per la sinistra e gli ambienti sanitari il governo si è piegato al volere delle lobby del tabacco e il progetto è un «vero inganno».

La prima versione del disegno di legge era naufragata in Parlamento nel 2016 principalmente a causa del divieto di pubblicità per il tabacco voluto dal Consiglio federale. Nel progetto riformulato, la cui consultazione scade oggi, i divieti di pubblicità nei cinema, mediante manifesti e sulla stampa a pagamento sono stati eliminati.

Il nuovo disegno riprende gli elementi non controversi, come il divieto di vendita di sigarette ai minorenni, l'autorizzazione della vendita di e-sigarette con nicotina e della commercializzazione dello snus (prodotto di origine svedese che viene consumato posizionando una porzione in bustina tra il labbro e la gengiva ndr.).

Alla luce del fatto che la maggior parte dei fumatori (57%) inizia a fumare prima dei 18 anni, il progetto prevede anche misure di protezione destinate ai giovani: si è tenuto conto per esempio di alcuni nuovi canali di comunicazione facilmente accessibili ai minori: la pubblicità per i prodotti del tabacco sarà quindi vietata su Internet e sui giornali gratuiti.

«Ingerenza dello Stato» - Ma alla destra questi ulteriori divieti non piacciono. Per l'UDC, ciò è totalmente contrario alla volontà del Parlamento. Il partito se la prende pure con la proibizione della pubblicità nei punti di vendita in determinate aree strategiche, come ad esempio nei chioschi accanto ai dolciumi. I democentristi non vogliono una tale ingerenza dello Stato.

Anche secondo il PLR, con il pretesto del divieto della pubblicità mirata ai minorenni, il progetto vuole imporre divieti più ampi. Il Consiglio federale, stando al mandato che gli ha affidato il Parlamento, deve accontentarsi di proibire la pubblicità diretta esplicitamente ai minori, sottolineano i liberali-radicali.

Governo «estremamente prudente» - Il PPD ritiene invece che il nuovo progetto risponda sostanzialmente alle richieste del Parlamento. Dal canto suo, il PVL accoglie favorevolmente il fatto che il nuovo disegno di legge si concentri sui punti critici, come la protezione dei giovani e le sigarette elettroniche. Il rinvio della prima versione ha tuttavia «fatto perdere tempo prezioso», sottolinea il partito.

I Verdi respingono «l'estrema prudenza» del Consiglio federale in termini di restrizioni della pubblicità e della sponsorizzazione. Solo un divieto generale della pubblicità per il tabacco può essere davvero efficace per proteggere i giovani. Secondo gli ecologisti, anche la sponsorizzazione di manifestazioni culturali e sportive da parte dell'industria del tabacco deve pure essere vietata.

Respinti in blocco - Il PS, gli ambienti sanitari e anti-tabacco respingono in blocco la seconda versione del disegno di legge: secondo i socialisti, il Consiglio federale si è piegato di fronte alla lobby del tabacco. A livello di lotta contro le conseguenze nefaste del consumo di tabacco, si tratta di un «grande passo indietro».

Stando a Dipendenze Svizzera, il Consiglio federale ha ceduto alla pressione della maggioranza del Parlamento. Dello stesso avviso sono le organizzazioni Lega polmonare, Lega contro il cancro, Pro Juventute, Fondazione svizzera di cardiologia e i vari centri di d'informazione cantonali per la prevenzione del tabagismo.

Se la volontà del governo si concretizza, i bambini e gli adolescenti resteranno pienamente esposti a un marketing aggressivo per il tabacco. Dipendenze Svizzera chiede quindi un divieto assoluto della pubblicità per il tabacco, che inglobi stampa scritta e Internet, comprese le reti sociali, i manifesti, i cinema e i punti vendita nonché il divieto di sponsorizzazione di eventi pubblici o privati.

«Un inganno» - Secondo la Scuola svizzera di sanità pubblica (SSPH+), l'Accademia svizzera delle scienze, diversi istituti universitari, centri ospedalieri e associazioni di medici, il testo proposto è un «vero inganno», che punta unicamente a proteggere l'industria del tabacco e i settori commerciali, senza prendere in considerazione l'interesse pubblico.

Intanto è appena stata lanciata un'iniziativa popolare volta a vietare ogni forma di pubblicità per il tabacco al fine di proteggere bambini e giovani. Il testo vuole essere una risposta alla scarsa volontà di legiferare da parte del Parlamento e si spinge più lontano del Consiglio federale.

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