Azioni e oro: qualche suggerimento (e avvertimento) per il 2026

Prospettive d'investimento 2026, per Raiffeisen Svizzera sarà un anno di prova.
SAN GALLO - Dopo l'ottimo 2025, il 2026 si prospetta come un anno di prova per i mercati finanziari, caratterizzato da valutazioni elevate e dall'anticipazione di una forte crescita degli utili societari. Al contempo, le prospettive congiunturali sono incerte e la situazione geopolitica rimane tesa. Lo riferiscono oggi gli esperti Raiffeisen Svizzera.
Lo scenario di tassi reali negativi e bassi (tassi zero consolidati in Svizzera) spinge gli investitori, nel nuovo anno, verso valori reali come azioni, oro e immobili.
Azioni - Il contesto di tassi bassi rimane propizio, ma la selezione dei titoli acquista importanza cruciale. Gli esperti Raiffeisen consigliano cautela sul settore tecnologico, specialmente l'Intelligenza Artificiale (IA), dove «si vedrà se questi investimenti potranno essere tradotti in business redditizio». Attenzione però al settore tecnologico, che potrebbe riservare spiacevoli sorprese, soprattutto per quanto riguarda le aziende fortemente orientate all'intelligenza artificiale (IA).
La strategia privilegia invece la solidità: «Quanto alle azioni, ci concentriamo su titoli solidi e con dividendi elevati. In questo contesto, il mercato azionario svizzero rimane interessante. Il rendimento medio dei dividendi nello Swiss Performance Index (SPI) è del 3 per cento e per il 2026 prevediamo una distribuzione record», afferma Matthias Geissbühler, Chief Investment Officer (CIO) di Raiffeisen Svizzera. Particolarmente promettente è il settore sanitario («le società farmaceutiche e della tecnologia medica traggono vantaggio dagli sviluppi demografici e presentano valutazioni favorevoli»).
Oro e immobili - Si raccomanda di mantenere l'oro in portafoglio, sostenuto da fattori come il debito in crescita, le incertezze geopolitiche e la domanda elevata. Il CIO Geissbühler suggerisce che «una crescita vertiginosa del debito, un dollaro USA debole, incertezze geopolitiche e una domanda elevata suggeriscono un ulteriore rincaro del prezzo dell'oro». In un portafoglio ampiamente diversificato, Raiffeisen consiglia di detenere una quota di immobili e oro del 6.5 e 7 per cento rispettivamente.
Il mercato immobiliare svizzero beneficia dei tassi bassi, con la scarsità di offerta che favorisce un moderato aumento di prezzi e pigioni. Per i fondi immobiliari svizzeri si aggiunge un rendimento da distribuzione intorno al 2 per cento.
In conclusione, nello studio Raiffeisen, si raccomanda l'ampia - e prudente - diversificazione, ricordando agli investitori di mantenere «aspettative realistiche»: un rendimento annuo del 15% non è infatti un'ipotesi sostenibile per il futuro, mentre un 5% circa è «un ordine di grandezza più realistico per il 2026» per le azioni.



