BERNA
11.05.2014 - 16:200
Aggiornamento : 23.11.2014 - 10:55

Quadrilinguismo svizzero e globalizzazione: l’italiano si rilancia

BERNA - Con un approccio nuovo – quello rivolto alle sfide esterne della globalizzazione e dei media – sette associazioni e enti dei media svizzeri e internazionali hanno dibattuto il 9 e 10 maggio il tema dell’italiano sulla frontiera, coordinate dall’istituto di Italianistica dell’Università di Basilea.

 

Il risultato finale – condensato nei quindici punti della "Dichiarazione di Basilea" – "può sorprendere", segnala Coscienza Svizzera in un comunicato: "la sfida della globalità rappresenta per l’italiano un’opportunità per rilanciarsi, scrollandosi di dosso il complesso della minoranza italofona svizzera, divisa e/o confinata nello spazio territoriale della Svizzera italiana".

 

Per Coscienza Svizzera, "di fronte ai processi di globalizzazione tutte le lingue nazionali sono minoritarie. Il loro avvenire è allora quello di valorizzare assieme le diversità e le potenzialità del modello plurilingue svizzero ed europeo: quindi conoscersi meglio e aumentare dapprima la consapevolezza dei nostri limiti per essere più forti e affermarsi verso l’esterno, nel mondo della “cittadinanza digitale“".

 

La lingua non è più, insomma, e non deve essere, sinonimo di potere ma, come dimostrato dai social media, espressione di una capacità di fare rete e di creare nuove prossimità non più solo geografiche e nuove identità multiscala.

 

Il ruolo dei nuovi attori della globalità e dei media, specie di servizio pubblico, è essenziale come pure quello delle associazioni e enti culturali, della formazione e delle università, il cui ruolo di ponte tra le culture, in particolare per le cattedre di letteratura e di linguistica, va inserito specificatamente nell’ambito della politica universitaria.


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