PFAS, cosa sono e perché preoccupano sempre di più

Dalla diffusione nei suoli svizzeri ai possibili rischi per la salute: il punto sulle sostanze chimiche persistenti
BERNA - Le sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS) sono utilizzate in Svizzera da decenni e negli ultimi anni sono al centro di un crescente dibattito sulla necessità di una regolamentazione più severa. Questi composti sintetici, oltre 10'000, sono apprezzati per le loro proprietà idrorepellenti, oleorepellenti e antimacchia, che ne hanno favorito l’impiego in numerosi prodotti di uso quotidiano, dalle padelle agli imballaggi alimentari, fino alle schiume antincendio e ai prodotti fitosanitari.
La loro caratteristica principale è l’estrema persistenza nell’ambiente, da cui deriva il soprannome di «inquinanti eterni». Non tutte le sostanze PFAS presentano lo stesso grado di tossicità, ma per alcune tra le più diffuse esistono prove scientifiche di effetti nocivi. Secondo autorità come l’Ufficio federale della sanità pubblica e l’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria, quattro PFAS sono associati a possibili danni al sistema immunitario e almeno uno è considerato sicuramente cancerogeno. Studi indicano inoltre legami con alterazioni dei lipidi nel sangue, rischi cardiovascolari e possibili effetti su fegato, colesterolo e peso alla nascita.
La presenza dei PFAS è ormai diffusa su tutto il territorio. Una recente analisi della Scuola universitaria di scienze applicate di Zurigo ha rilevato queste sostanze in oltre il 99% dei campioni di suolo esaminati, con concentrazioni più elevate nelle aree legate all’uso di schiume antincendio o fanghi di depurazione. Anche un rapporto del Consiglio federale pubblicato a fine 2025 evidenzia una contaminazione di fondo che interessa suolo, acque sotterranee e superficiali, acqua potabile e fauna ittica.
Sul piano normativo, la Svizzera ha introdotto già nel 2011 il divieto di produzione e utilizzo per alcune PFAS particolarmente pericolose, ampliato nel 2022 ad altre quattro sostanze tramite l’Ordinanza sulla riduzione dei rischi inerenti ai prodotti chimici. Dal 1° febbraio 2024 sono inoltre in vigore valori limite per la presenza di PFAS negli alimenti, che consentono alle autorità cantonali di ritirare dal mercato prodotti che superano le soglie stabilite.
Ulteriori restrizioni sono in preparazione. L’Ufficio federale dell’ambiente prevede limiti per tutti i PFAS nelle schiume antincendio e negli imballaggi alimentari, oltre a possibili nuovi divieti. Una decisione del Consiglio federale è attesa entro la fine del 2026, mentre in prospettiva si valuterà anche l’adozione delle misure più ampie proposte dall’Unione europea. Sono inoltre in fase di definizione valori massimi per vari alimenti, mangimi e acque, mentre è già in corso una consultazione sui limiti nell’acqua potabile, basati sulla direttiva europea.




Su alcuni temi riceviamo purtroppo con frequenza messaggi contenenti insulti e incitamento all'odio e, nonostante i nostri sforzi, non riusciamo a garantire un dialogo costruttivo. Per le stesse ragioni, disattiviamo i commenti anche negli articoli dedicati a decessi, crimini, processi e incidenti.
Il confronto con i nostri lettori rimane per noi fondamentale: è una parte centrale della nostra piattaforma. Per questo ci impegniamo a mantenere aperta la discussione ogni volta che è possibile.
Dipende anche da voi: con interventi rispettosi, costruttivi e cortesi, potete contribuire a mantenere un dialogo aperto, civile e utile per tutti. Non vediamo l'ora di ritrovarvi nella prossima sezione commenti!