Estate in crescita, ma l’inverno resta più redditizio

La montagna svizzera attira sempre più turisti estivi, ma i maggiori profitti restano legati all'alta stagione invernale grazie ai prezzi più elevati.
ZURIGO - Con l’aumento delle temperature, sempre più persone cercano un po' di sollievo in montagna. Questo trend sta trasformando il turismo estivo in un’opportunità concreta, soprattutto per le località di media altitudine.
Nel 2025, secondo quanto pubblicato, la Svizzera ha registrato quasi 44 milioni di pernottamenti, segnando un nuovo record. La crescita è trainata sia dai visitatori stranieri, responsabili di 22,8 milioni di presenze, sia dal turismo interno, che ha raggiunto quota 21,1 milioni.
Estate in crescita, ma l’inverno resta più redditizio
Il periodo estivo concentra circa il 60% dei pernottamenti annuali e continua a espandersi. Per il quinto anno consecutivo - stando a quanto scrive SRF - si registra infatti un aumento, con circa 25 milioni di presenze e una crescita del 2,3% rispetto all’anno precedente.
Tra i fattori che hanno sostenuto questo andamento ci sono grandi eventi internazionali, come l’Eurovision Song Contest di Basilea e gli Europei femminili di calcio, insieme a condizioni climatiche favorevoli.
L’inverno, pur totalizzando meno pernottamenti (18,6 milioni), rimane però più vantaggioso dal punto di vista economico. Secondo l’esperto di turismo Jürg Stettler, i prezzi più elevati di alloggi e impianti permettono margini superiori.
Clima e domanda ridefiniscono il turismo alpino
Il legame tra estate e turismo in Svizzera non è nuovo: già oltre un secolo fa i visitatori arrivavano per sfuggire al caldo. Tuttavia, dopo il boom degli sport invernali nel secondo dopoguerra, oggi si osserva un nuovo cambiamento, legato sia al clima sia alla crescente domanda proveniente dai mercati asiatici.
Le località sciistiche situate a quote più basse, dove la neve non è più garantita, sono tra le più esposte. Per questo molte stanno diversificando l’offerta. È il caso dell’area del Trübsee, a 1800 metri, che punta sempre più su escursionismo e ciclismo.
Norbert Patt, alla guida degli impianti Engelberg-Trübsee-Titlis, sottolinea alla SRF come i visitatori cerchino esperienze dirette e attive: attività all’aria aperta, sport e proposte per famiglie. In queste zone prevale la clientela svizzera, mentre i turisti stranieri continuano a privilegiare mete iconiche come il Titlis.
Investimenti e destagionalizzazione
Per rispondere a queste trasformazioni, diverse regioni stanno rafforzando le infrastrutture e ampliando l’offerta. Il progetto Titlis Tower, ad esempio, prevede un investimento di 150 milioni con l’obiettivo di rendere la destinazione attrattiva durante tutto l’anno e competitiva a livello internazionale.
Gli interventi si inseriscono anche in una strategia di gestione sostenibile dei flussi turistici. L’idea è conciliare valorizzazione e tutela del territorio, evitando un afflusso incontrollato in aree naturali sensibili.
In questo contesto, la distinzione tra stagione estiva e invernale si fa sempre meno marcata. Le stagioni intermedie assumono un ruolo crescente, soprattutto nelle aree a bassa quota, dove le attività non dipendono dalla neve. Anche le strategie promozionali si stanno adattando, puntando su un’offerta turistica distribuita lungo tutto l’arco dell’anno.



