La Svizzera stanzia 23 milioni per sostenere la popolazione in Sudan

Il sostegno elvetico si concentra su sicurezza alimentare, mezzi di sussistenza, protezione dei civili e promozione della pace.
BERNA - A tre anni dallo scoppio della guerra in Sudan, la Svizzera conferma il proprio impegno umanitario e diplomatico, stanziando circa 23 milioni di franchi a sostegno della popolazione colpita dal conflitto. Lo ha annunciato il capo della Divisione pace e diritti umani del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), Tim Enderlin, durante una conferenza internazionale a Berlino.
Il sostegno elvetico si concentra su sicurezza alimentare, mezzi di sussistenza, protezione dei civili e promozione della pace. Dall'inizio del conflitto nel 2023, la Confederazione ha destinato complessivamente circa 213 milioni per sostenere la popolazione del Sudan e dei Paesi limitrofi, a cui si aggiunge un credito d'urgenza di 50 milioni approvato dal parlamento nel dicembre dello scorso anno.
La situazione umanitaria resta drammatica, scrive il DFAE in una nota odierna. Il conflitto in Sudan tra esercito regolare e forze paramilitari ha causato decine di migliaia di morti, carestia diffusa e il collasso delle principali infrastrutture. Oltre 33 milioni di persone dipendono dagli aiuti umanitari, mentre circa 13 milioni sono sfollate, di cui quattro milioni nei Paesi limitrofi.
Parallelamente agli aiuti, la Svizzera prosegue gli sforzi diplomatici per favorire una soluzione politica negoziata, ospitando colloqui riservati tra le diverse componenti sudanesi e promuovendo la partecipazione delle donne nei processi di pace.
La Confederazione, precisa il DFAE, collabora con diversi partner - agenzie delle Nazioni Unite, Comitato internazionale della Croce Rossa, organizzazioni non governative internazionali e organizzazioni locali - per prestare aiuto sul posto.



