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MEDIO ORIENTE: LIVE

Israele ha nuovi piani di battaglia, sia per l'Iran che per il Libano

Lo ha dichiarato il generale Eyal Zamir delle Forze di difesa israeliane (Idf).
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Lo ha dichiarato il generale Eyal Zamir delle Forze di difesa israeliane (Idf).

Prosegue il blocco navale dello Stretto di Hormuz da parte degli USA. Secondo quanto dichiarato dal Comando Centrale degli Stati Uniti, sono oltre 10mila i militari impegnati sul posto e nelle prime 24 ore dell'operazione «nessuna nave è riuscita a superare il blocco».

Intanto, a Washington, i colloqui tra Libano e Israele si sono conclusi in maniera «costruttiva» e le parti hanno concordato di avviare negoziati diretti in una data e in un luogo ancora da stabilire.

I colloqui tra Stati Uniti e Iran, invece, potrebbero riprendere nei prossimi due giorni, ha detto Donald Trump.

21:11

Il Papa: «La pace non si fa con le minacce, servono leader lucidi»
La pace non si ottiene con "le minacce", ma "costruendo ponti e favorendo il dialogo". E per questo servono leader con "la mente lucida" e "la coscienza integra". È quello che ha detto Papa Leone XIV in Camerun, durante il suo viaggio in Africa.
Intanto da Oltreoceano continuano le bordate. Il presidente statunitense Donald Trump prima torna ad attaccarlo direttamente sulla propria rete sociale Truth Social, poi riposta una foto creata con l'IA che raffigura lo stesso presidente abbracciato a Gesù. "Non mi sorprende che con tutti questi mostri satanici, assassini di bambini, Dio si giochi la carta Trump", recita inoltre il post ricondiviso da Trump.
Il vicepresidente J.D. Vance, dal canto suo, rincara la dose: "Come il vicepresidente americano è cauto sulle questioni di politica, anche il papa dovrebbe essere cauto quando parla di teologia", ha detto sottolineando "la tradizione millenaria della teoria della guerra giusta". (ats)

20:33

L'Iran consentirebbe la libera navigazione sul lato omanita di Hormuz
L'Iran potrebbe valutare la possibilità di consentire alle navi di navigare liberamente attraverso il lato omanita dello Stretto di Hormuz senza rischio di attacchi, nell'ambito delle proposte avanzate nei negoziati con gli Stati Uniti, qualora si raggiungesse un accordo. Lo scrive l'agenzia di stampa britannica Reuters in un'esclusiva sul proprio sito, citando una fonte iraniana. (ats)

20:16

Israele pone tre condizioni per un cessate il fuoco con il Libano
Sullo sfondo dei negoziati per un cessate il fuoco tra Israele e Libano, secondo fonti militari riportate dal sito di informazioni israeliano Ynet, l'esercito dello Stato ebraico (Idf) ha definito tre condizioni principali per un accordo con il Libano: la creazione di una zona cuscinetto nel Libano meridionale fino al fiume Litani, libera dalla presenza dell'organizzazione paramilitare islamista sciita e antisionista Hezbollah; il mantenimento della piena libertà di azione militare per eliminare le minacce, anche se provenienti da nord del Litani; e l'avvio di un processo a lungo termine per il disarmo dell'organizzazione, sotto la supervisione americana.
Al momento, l'esercito continua a operare nel Libano meridionale, ''via terra, aria e mare'', ha confermato il portavoce dell'Idf Effie Defrin in una conferenza stampa, rispondendo a domande di giornalisti sulla possibilità del raggiungimento di un cessate il fuoco in Libano. ''Seguiamo le indicazioni del rango politico'', ha aggiunto. (ats)

19:53
Getty ImagesIl generale Eyal Zamir lunedì a Gerusalemme
18:53

Israele: «L'esercito deve uccidere tutti i combattenti Hezbollah nel sud del Libano»
L'esercito israeliano ha ricevuto l'ordine di uccidere qualsiasi combattente dell'organizzazione paramilitare islamista sciita e antisionista Hezbollah nell'area del Libano meridionale che si estende dal confine israelo-libanese fino al fiume Litani, che scorre circa 30 chilometri a nord, secondo una dichiarazione militare rilasciata oggi.

"Ho dato l'ordine di trasformare l'area del Libano meridionale fino al Litani in una zona di fuoco letale per qualsiasi terrorista di Hezbollah", si legge nel comunicato, citando il tenente generale Eyal Zamir, capo di stato maggiore dell'esercito, durante una visita alle truppe israeliane schierate in territorio libanese. (fonte ats ans)

17:33

Nuovi piani di battaglia per Iran e Libano
Le Forze di difesa israeliane (IDF) hanno nuovi piani di battaglia, sia per il Libano che per l'Iran. Li ha approvati il generale Eyal Zamir, come ha lui stesso dichiarato nel corso di una visita alle truppe nel sud del Libano. Lo riferisce The Times of Israel.

17:17

La delegazione pakistana ha un messaggio degli Usa
La televisione di stato iraniana ha annunciato che Teheran accoglierà oggi una delegazione pakistana guidata dal capo dell'esercito Asim Munir, dopo che la Repubblica islamica ha confermato la ripresa dei colloqui con gli Stati Uniti tramite il Pakistan, a seguito del fallimento dei negoziati a Islamabad per porre fine alla guerra. Lo riporta il Guardian.
La televisione di stato ha riferito che il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi accoglierà la delegazione, che porterà un nuovo messaggio da Washington dopo i negoziati tenutisi nella capitale pakistana nel fine settimana. (ats ans)

16:59

Il cessate il fuoco potrebbe arrivare «presto»
Gli sforzi diplomatici in corso potrebbero portare a un cessate il fuoco in Libano nel breve periodo. Lo ha dichiarato Ibrahim Mousawi, portavoce e parlamentare di Hezbollah, citato dall’agenzia di stampa Reuters, sottolineando il ruolo delle iniziative iraniane e regionali. Secondo quanto riferito da due alti funzionari libanesi, rimasti anonimi, sono in atto tentativi concreti per raggiungere una tregua. Tuttavia, al momento non sono stati forniti dettagli né sulla possibile data di avvio né sulla durata dell’accordo. Le stesse fonti hanno indicato che la durata del cessate il fuoco in Libano potrebbe essere legata a quella di un’eventuale tregua tra Stati Uniti e Iran, evidenziando così il peso degli equilibri internazionali nella definizione della crisi.

16:22

Sul tavolo una proposta di tregua Hezbollah-Israele
«Una proposta di cessate il fuoco è stata presentata su richiesta degli Stati Uniti, ma il fuoco non si fermerà finché Hezbollah continuerà a sparare». È il commento di una 'fonte israeliana' riportato dall'emittente Kan 11 in risposta a quanto pubblicato dalla tv libanese Al-Mayadeen, che cita un funzionario iraniano secondo cui un cessate il fuoco tra Hezbollah e Israele inizierà questa notte per una settimana. Questa sera è prevista una riunione del gabinetto di sicurezza israeliano. (ats ans)

16:21
AFP
16:11

Delegazione israeliana al Cairo per i colloqui su Gaza
Una delegazione israeliana di alto livello è arrivata al Cairo mercoledì pomeriggio a bordo di un aereo privato proveniente da Tel Aviv per una breve visita in Egitto. La visita, della durata di poche ore - informa una fonte dell'aeroporto - ha lo scopo di esaminare gli ultimi sviluppi nella Striscia di Gaza alla luce del piano del Presidente Trump.
La delegazione israeliana, composta da quattro alti funzionari, incontrerà diverse personalità e figure di spicco durante il suo breve soggiorno in Egitto. «Esamineranno - aggiunge la fonte - gli ultimi sviluppi nella Striscia di Gaza alla luce del piano del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump per la Striscia di Gaza, le attività del Consiglio di Pace e le questioni relative all'amministrazione della Striscia di Gaza». (ats ans)

16:02

L'accordo di principio c'è, dice il Wall Street Journal
Gli Stati Uniti e l'Iran si sono accordati in linea di principio per un nuovo incontro ma non è stata decisa né la data né il posto in cui vedersi. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali i mediatori stanno spingendo per un'estensione del cessate il fuoco. (ats ans)

15:49

Convoglio Unifil bloccato dall'esercito israeliano 
La missione Onu in Libano (Unifil) ha riferito oggi di un proprio convoglio bloccato ieri dalle forze israeliane mentre era diretto a Naqoura, nel sud del paese. «Ieri pomeriggio, un convoglio di routine con a bordo personale militare e civile delle forze di pace, insieme a contractor essenziali, in viaggio da Beirut al quartier generale dell'Unifil, è stato fermato da personale delle Forze di difesa israeliane (Idf) a pochi chilometri dalla sua destinazione a Naqoura - si legge in un comunicato - ai veicoli contrassegnati dalle Nazioni Unite è stato infine permesso di proseguire; tuttavia, ai contractor locali è stato imposto di tornare a Beirut sotto scorta, nonostante il convoglio con la loro presenza fosse stato preventivamente autorizzato».
Unifil ha rimarcato che «non si tratta di un episodio isolato», ricordando che «restrizioni simili, tramite blocchi stradali fisici o revoca di autorizzazioni precedentemente concesse, hanno colpito sia le forze di pace che il personale essenziale che le supporta». (ats ans)

15:22

Una coalizione europea per Hormuz complicherebbe la situazione
«Qualsiasi mossa o interferenza nello stretto di Hormuz non farebbe altro che complicare la situazione». L'ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, in risposta al recente piano dei Paesi europei di formare una coalizione per garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz, dopo la guerra. «La sicurezza dello stretto di Hormuz è garantita dall'Iran da decenni e, con l'aiuto degli Stati regionali, l'Iran è in grado di assicurare la sicurezza e la navigabilità della via, a condizione che cessino le interferenze e l'attuale guerra», ha aggiunto, citato dall'agenzia Isna.
L'Iran, ha aggiunto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, intrattiene rapporti diplomatici con gli Stati europei e, quando necessario, mantiene colloqui e contatti con loro, ma «l'Iran considererà sempre errata la posizione dei funzionari tedeschi nei confronti del Paese». (ats ans)

14:53
AFP
14:51

La conseguenza del prolungamento del blocco navale Usa
L'esercito iraniano avverte che bloccherà il Mar Rosso se il blocco navale statunitense dovesse continuare. Inoltre, i militari di Teheran hanno sottolineato che il blocco navale americano porterà alla rottura del cessate il fuoco.
Se gli Stati Uniti manterranno il blocco marittimo e «creeranno insicurezza per le navi mercantili e le petroliere iraniane», ciò costituirà «il preludio» a una violazione del cessate il fuoco in vigore dall'8 aprile, ha dichiarato il generale Ali Abdollahi, capo del comando delle forze armate iraniane.
Questi ha anche sottolineato che «l'Iran non permetterà alcuna esportazione o importazione di petrolio nel Golfo persico e nel Mare dell'Oman se gli Stati Uniti, paese terrorista e aggressore, continueranno con i loro atti illegali di blocco nella regione». (ats ans)

14:41

Prolungamento del cessate il fuoco, l'accordo ancora non c'è
Axios, che cita un funzionario americano, afferma che «gli Stati Uniti non hanno accettato di prolungare il cessate il fuoco. Ci sono contatti in corso fra Gli Stati Uniti e l'Iran per raggiungere un accordo». (ats ans)

14:35

«Dio era con gli americani quando hanno liberato la Francia dai nazisti»
JD Vance invoca la Seconda Guerra Mondiale per difendere i bombardamenti americani all'Iran dalle critiche del Papa. Il vicepresidente cattolico - riporta il New York Times - ha spiegato che il Pontefice ha sbagliato nel dire che i discepoli di Cristo non sono «mai dalla parte di chi un tempo brandiva la spada e oggi sgancia bombe. Dio era dalla parte degli americani quando hanno liberato la Francia dai nazisti? Credo certamente che la risposta sia sì», ha messo in evidenza Vance. (ats ans)

14:28

Premier pakistano atteso in Arabia Saudita, Qatar e Turchia
Il ministero degli esteri di Islamabad ha annunciato che il primo ministro pachistano Shehbaz Sharif partirà oggi per una visita ufficiale in Arabia Saudita, in seguito visiterà anche il Qatar e la Turchia. L'annuncio arriva mentre Islamabad continua a tentare di svolgere un ruolo di mediatore tra USA e Iran anche alla luce di un possibile secondo round di colloqui. «Il primo ministro Muhammad Shehbaz Sharif effettuerà visite ufficiali nel Regno dell'Arabia Saudita, nello Stato del Qatar e nella Repubblica di Turchia dal 15 al 18 aprile 2026», ha dichiarato il ministero degli esteri pachistano. Durante le sue visite in Arabia Saudita e Qatar, il primo ministro terrà incontri bilaterali con i rispettivi leader per discutere di cooperazione, pace e sicurezza regionale. (ats ans)

14:24

Delegazione pakistana attesa a Teheran
Una delegazione pakistana è attesa a Teheran oggi. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli esteri Esmaeil Baghaei. Questi ha anche detto che i contatti tra l'Iran e gli Stati Uniti proseguono dai colloqui di Islamabad, con uno scambio di messaggi attraverso il Pakistan. «Lo scambio di messaggi tra Iran e Stati Uniti tramite il Pakistan è in corso», ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri, aggiungendo che «dal giorno del ritorno della delegazione iraniana, sono stati scambiati numerosi messaggi». (ats ans)

14:01

L'avvocato di Barghouti: «Picchiato e maltrattato in carcere»
L'avvocato di Marwan Barghouti ha confermato che il leader di al-Fatah è vittima di maltrattamenti, dopo una visita al carcere israeliano in cui è detenuto. Lo scrive al-Jazeera. Ben Marmarelli, che ha fatto visita a Barghouti il 12 aprile, ha dichiarato in un post sulle reti sociali che la visita è stata «profondamente allarmante», in quanto ha confermato che il suo assistito è stato «vittima di tre violente aggressioni» nelle ultime settimane.
Barghouti sta scontando cinque ergastoli per presunti reati commessi durante la seconda Intifada, dal 2000 al 2005, e ha sempre negato le accuse. A fine marzo è stato trasferito nel carcere di Ganot, dove si trova in regime di isolamento. L'avvocato ha affermato che Barghouti è stato aggredito il 24 marzo da un cane che le guardie carcerarie avevano fatto entrare nella sua cella. Ha aggiunto che il leader palestinese è stato «picchiato selvaggiamente e lasciato sanguinante per più di due ore» senza ricevere cure mediche l'8 aprile.
«Non si tratta di episodi isolati. Costituiscono un chiaro schema di abusi in escalation: violenza, negligenza medica e trattamenti che lo mettono a rischio immediato», ha affermato Marmarelli. (ats ans)

13:38

Borsa: l'Europa fiacca attende Wall Street
Le Borse europee sono fiacche mentre i mediatori si sono avvicinati alla proroga del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran e alla ripresa dei negoziati per la tregua prima della sua scadenza la prossima settimana. I mercati guardano con grande attenzione agli sviluppi in Medio Oriente in particolare sul fronte dello stretto di Hormuz. L'indice Stoxx 600 è poco mosso (-0,08%) in vista dell'avvio di Wall Street dove i future sono in calo. Seduta negativa per Parigi e Madrid (-0,6%) e Milano (-0,1%), poco mosse Londra (+0,08%) e Francoforte (-0,03%). Zurigo segna un +0,14%. I listini sono appesantiti dal lusso (-2,7%), con Kering (-9%) e Hermès (-8%) dopo i conti. Vendite sulle utility (-0,3%), con il prezzo del gas che scende del 2,5% a 42,30 euro al megawattora. Debole l'energia (-0,1%), mentre il prezzo del petrolio resta sotto i 100 dollari al barile. Il WTI sale dell'1,6% a 92,73 dollari e il Brent guadagna l'1,7% a 92,80 dollari. Positivo il comparto tecnologico (+0,1%) dopo i conti di ASML (-0,4%). Sul fronte dei titoli di Stato lo spread tra BTP e Bund si attesta a 76 punti, con il rendimento del decennale italiano al 3,79% e quello tedesco al 3,02% Poco variato l'oro che si attesta a 4'803 dollari l'oncia. (ats ans)

13:30
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13:27

Tra USA e Iran c'è accordo di principio su rinnovo tregua
I mediatori si sono avvicinati alla proroga del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran e alla ripresa dei negoziati per salvare la fragile tregua prima della sua scadenza la prossima settimana: secondo funzionari regionali citati dall'Associated Press, Stati Uniti e Iran avrebbero raggiunto un "accordo di principio" per prorogarlo e consentire un maggiore impegno diplomatico. (ats ans)

13:05
Imago
12:12

Il Pentagono invia altri 10mila soldati in Medio Oriente
Il Pentagono invierà altre migliaia di soldati in Medio Oriente nei prossimi giorni, mentre l'amministrazione Trump cerca di fare pressione sull'Iran per un accordo che metta fine al conflitto. Lo scrive il Washington Post citando funzionari americani. Le forze in arrivo nella regione includono circa 6'000 soldati a bordo della portaerei USS George H.W. Bush e diverse navi da guerra di scorta, hanno dichiarato funzionari attuali ed ex che hanno parlato sotto anonimato. Altri 4'200 soldati, appartenenti al Boxer Amphibious Ready Group e alla task force dei Marines imbarcata, l'11th Marine Expeditionary Unit, dovrebbero arrivare a fine mese.
I rinforzi militari dovrebbero unirsi alle navi da guerra già presenti in Medio Oriente proprio mentre si avvicina la scadenza del cessate il fuoco di due settimane, il 22 aprile. Le truppe si aggiungeranno ai circa 50'000 militari che, secondo il Pentagono, sono impegnati nelle operazioni contro l'Iran. (ats ans)

11:34

Oltre 20 navi sono passate, ma non otto petroliere
Più di 20 navi commerciali hanno attraversato lo Stretto di Hormuz nelle ultime 24 ore. Lo riporta il Wall Street Journal citando fonti americane, secondo le quali anche se il traffico commerciale è ancora una frazione rispetto a prima, il flusso di navi è un miglioramento.
Otto petroliere hanno invece obbedito all'ordine delle forze statunitensi di invertire la rotta, scrive il quotidiano economico citando un funzionario statunitense. Non sono stati segnalati interventi di intercettazione ed è improbabile che si verifichino nel Golfo Persico. Il Comando centrale degli Stati Uniti ha dichiarato che il blocco dei porti iraniani è stato pienamente attuato e che le forze americane mantengono la superiorità marittima in Medio Oriente. (ats ans)

11:30

Vance e i negoziati
Il vicepresidente statunitense JD Vance ha affermato che i negoziati con l'Iran proseguono: Trump non vuole che Teheran abbia l'arma nucleare e in questo momento «stiamo negoziando proprio per garantire che non avvenga». «Riconosco che i giovani elettori non apprezzano la politica che adottiamo in Medio Oriente. Lo capisco», ha aggiunto Vance intervenendo a un evento di Turning Point USA, organizzazione conservatrice pro-Trump. «Non sto dicendo che dovete essere d'accordo con me su tutto. Quello che dico è che non dove allontanarvi perché siete in disaccordo con l'amministrazione su un argomento. Al contrario coinvolgetevi di più, fate sentire ancora di più la vostra voce», ha osservato il vicepresidente. (ats ans)

11:16

Accordo «assai possibile»
In un'intervista telefonica al corrispondente di Sky News UK da Washington, Mark Stone, che gli chiedeva se la guerra in Medio Oriente potesse finire prima della visita di Stato negli USA di re Carlo III e della regina Camilla, in agenda dal 27 al 30 aprile, Trump ha risposto che un accordo con l'Iran entro fine aprile «è possibile. Li abbiamo pestati pesantemente, è assai possibile». (ats ans)

11:11

La guerra è «molto vicina alla fine»
La guerra in Iran è «quasi finita. La considero molto vicina alla fine». Lo ha detto il presidente americano Donald Trump a Fox, secondo quanto riportato su X da Maria Bartiromo, la anchor che lo ha intervistato. «Se me ne andassi ora» dall'Iran, a Teheran «ci vorrebbero 20 anni per ricostruire il paese. E non abbiamo ancora finito», ha aggiunto Trump nell'intervista, che andrà in onda nel pomeriggio in Svizzera e di cui sono stati diffusi degli estratti.
«Vedremo cosa accadrà. Credo che vogliano raggiungere un accordo a tutti i costi», ha osservato. Il presidente americano ha quindi ribadito che la guerra era necessaria per disarmare l'Iran delle sue capacità sul nucleare. «Se non l'avessi fatto, Teheran avrebbe l'arma nucleare», ha messo in evidenza ancora una volta. (ats ans)

11:08
AFP
11:07

Dialogo sì, sottomissione no
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato oggi che Teheran sostiene un dialogo costruttivo con gli Stati Uniti, ma non si lascerà "costringere alla sottomissione". Lo riporta Iran International, media di opposizione basato a Londra. «L'Iran non cerca la guerra o l'instabilità e ha sempre dato importanza al dialogo e al confronto costruttivo con gli altri paesi», ha affermato durante una visita a un centro dei servizi di emergenza a Teheran. «Qualsiasi tentativo di imporre la propria volontà o di costringere il paese alla sottomissione è destinato al fallimento», ha aggiunto. «L'Iran non accetterà mai un simile approccio», ha sottolineato Pezeshkian.
Secondo l'agenzia di stampa IRNA, il presidente ha sottolineato che gli attacchi contro i paesi del mondo sono contrari ai principi internazionali riconosciuti. «Per quale crimine e con quale autorizzazione sono stati perpetrati gli attacchi contro il nostro paese? Quale giustificazione ha, nell'ambito del diritto internazionale e dei principi umanitari, il colpire i civili e i centri vitali?», ha chiesto Pezeshkian. (ats ans)

10:31

Oltre 230 marinai iraniani hanno lasciato lo Sri Lanka
Le autorità dello Sri Lanka hanno annunciato che «oltre 230» marinai iraniani delle navi "Iris Dena" - affondata in un attacco rivendicato dagli USA - e "Iris Bushehr" - che ha avuto il permesso di attraccare a Trincomalee citando un guasto al motore - hanno lasciato il paese insulare sull'Oceano Indiano. Lo riporta l'agenzia di stampa indiana PTI. Nell'attacco alla fregata iraniana "Iris Dena", il 4 marzo, si stima che siano morti almeno 84 marinai, mentre 32 sono stati recuperati dalle acque e ricoverati nello Sri Lanka. Sulla "Iris Bushehr" c'erano oltre 200 marinai. (ats ans)

09:47

Iran ha usato satellite spia cinese per bombardare le basi USA
L'Iran avrebbe acquisito un satellite spia cinese che gli ha fornito capacità di colpire le basi militari statunitensi in tutto il Medio Oriente durante la recente guerra. Lo riporta un'inchiesta del "Financial Times", che ha consultato documenti militari iraniani trapelati i quali dimostrerebbero che il satellite, noto come TEE-01B, è stato acquisito dalla Forza aerospaziale del Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica alla fine del 2024, dopo essere stato lanciato nello Spazio dalla Cina. Elenchi di coordinate con indicazione dell'ora, immagini satellitari e analisi orbitali dimostrano che i comandanti militari iraniani hanno successivamente incaricato il satellite di monitorare siti militari statunitensi chiave. Le immagini sono state scattate a marzo, prima e dopo gli attacchi con droni e missili su quelle località. Il TEE-01B è stato costruito e lanciato da Earth Eye Co, una società cinese che dichiara di offrire la "consegna in orbita", un modello di esportazione poco conosciuto in base al quale i veicoli spaziali lanciati in Cina vengono trasferiti a clienti esteri dopo aver raggiunto l'orbita. Secondo il portavoce del ministero degli esteri cinese Lin Jian le notizie dei media che "accusano la Cina di fornire supporto militare all'Iran sono interamente fabbricate". Lin ha aggiunto su X che se gli USA dovessero andare avanti con la loro guerra commerciale contro Pechino, sulla base di queste accuse, "la Cina risponderebbe con contromisure". (ats ans)

09:42

Trump idoneo alla presidenza? Si pensa a una commissione

Presentata alla Camera una misura per esaminare la capacità di Trump di restare in carica, giudicando salute fisica e mentale.

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09:11

Borsa svizzera: apre quasi invariata
La borsa svizzera apre quasi invariata la seconda seduta della settimana: alle 09.03 l'indice dei valori guida SMI segnava 13'266,51 punti, in flessione dello 0,02% rispetto a ieri. Gli investitori rimangono prudenti, in attesa di sviluppi sul fronte del Medio Oriente. Le variazioni dei titoli SMI vanno dal -1,89% di Richemont al +1,18% di Logitech. (ats)

08:59

Borsa: l'Asia chiude positiva e spera in un accordo USA-Iran
Le Borse asiatiche chiudono in rialzo mentre si guarda agli sviluppi in Medio Oriente. I mercati sperano in un accordo tra USA e Iran e sulla riapertura dello Stretto di Hormuz. Uno scenario che consente al petrolio si mantenere un prezzo sotto i 100 dollari al barile. In crescita Tokyo (+0,44%). Sul fronte dei cambi lo yen si apprezza leggermente sul dollaro a 158,98 e si svaluta sull'euro a 187,38. A contrattazioni ancora in corso sono in rialzo Hong Kong (+0,4%), Seul (+2,1%) e Mumbai (+1,6%). Poco mossa Shanghai (+0,04%) mentre è debole Shenzhen (-0,7%). (ats ans)

08:57

Trump: «Qualcuno dica al papa che l'Iran ha ucciso 42'000 innocenti»
"Qualcuno può per favore dire a papa Leone che l'Iran ha ucciso almeno 42'000 manifestanti innocenti e completamente disarmati negli ultimi due mesi, e che per l'Iran possedere una bomba nucleare è assolutamente inaccettabile? Grazie per l'attenzione. L'AMERICA È TORNATA!". Lo ha scritto su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. (ats ans)

08:38
Foto x

I soccorritori arrivano sul luogo del bombardamento dopo il raid israeliano nella città di Abbassiyeh, nel Libano meridionale.

08:30

Raid israeliani nella notte in Libano: almeno 13 morti
I raid aerei israeliani in Libano sono proseguiti durante la notte: il bilancio è di almeno 13 morti. (L'Orient-Le Jour)

08:20

Stretto di Hormuz, nelle ultime 24 ore transitate più di 20 navi
Più di 20 navi commerciali hanno attraversato lo Stretto di Hormuz nelle ultime 24 ore. Lo riporta il "Wall Street Journal" citando fonti americane, secondo le quali anche se il traffico commerciale è ancora una frazione rispetto a prima, il flusso di navi è in miglioramento. (ats)

07:46

J.D. Vance: «Renderemo l'Iran un Paese prospero». Poi viene contestato quando parla del Papa.
Intervenendo a un evento in Georgia, il vicepresidente statunitense ha dichiarato che «Trump vuole concludere un grande accordo». E ha aggiunto: «Renderemo l'Iran un Paese economicamente prospero e inviteremo il popolo iraniano a entrare nell'economia mondiale come non è mai accaduto». Poi viene contestato quando afferma che «il Papa deve stare più attento quando parla di teologia».(The Guardian)

06:56

Trump in telefonata al Corriere della Sera torna a prendersela con Meloni e Papa Leone
Donald Trump, in un colloquio telefonico di sei minuti con un quotidiano italiano, attacca la premier Giorgia Meloni: «Agli italiani piace che la vostra presidente del Consiglio non ci stia dando alcun aiuto per ottenere il petrolio?», afferma. Poi rincara la dose: «Alla gente piace? Io sono scioccato da lei. Pensavo avesse coraggio, mi sbagliavo». Meloni, dal canto suo, ha definito «inaccettabili» le parole del presidente degli Stati Uniti anche in riferimento al Papa. Trump replica duramente: «Inaccettabile è lei, perché non le importa se l’Iran ha un’arma nucleare: se ne avesse la possibilità, farebbe saltare in aria l’Italia in due minuti», dichiara al giornale. L’ex presidente aggiunge inoltre di non aver parlato direttamente con Meloni «da un po’ di tempo», sostenendo che il motivo sia chiaro: «Non vuole aiutarci con la Nato, non vuole contribuire a eliminare l’arma nucleare. È molto diversa da come la immaginavo». Infine su Papa Leone: «Non capisce (che l'Iran costituisce una minaccia nulceare) e non dovrebbe parlare di guerra, perché non ha idea di quello che sta succedendo. Non capisce che in Iran hanno ucciso 42mila manifestanti lo scorso mese». (red)

06:48
screenshot marinetraffic
06:48

Media, la petroliera cinese Rich Starry torna nello Stretto di Hormuz
La petroliera Rich Starry, di proprietà della società cinese Shangai Xuanrun Shipping, con bandiera del Malawi e soggetta a sanzioni statunitensi, è tornata nello Stretto di Hormuz dopo aver lasciato il Golfo il giorno precedente, non essendo riuscita a superare il blocco imposto dagli Stati Uniti alle navi che fanno scalo nei porti iraniani. Lo riporta il sito della Reuters, citando i dati di monitoraggio marittimo. "Durante le prime 24 ore, nessuna nave è riuscita a superare il blocco statunitense", ha dichiarato il Comando Centrale degli Stati Uniti, aggiungendo che sei navi hanno ottemperato alle direttive delle forze statunitensi di invertire la rotta per rientrare in un porto iraniano. Il presidente americano Donald Trump ha annunciato il blocco domenica, dopo che i colloqui del fine settimana a Islamabad tra Stati Uniti e Iran non hanno portato a un accordo. (ats ans)

06:46

Trump: «All'Iran servono 20 anni per ricostruire, e non abbiamo finito»
"Se me ne andassi ora" dall'Iran, a Teheran "ci vorrebbero 20 anni per ricostruire il Paese. E non abbiamo ancora finito". Lo ha detto il presidente americano Donald Trump in un'intervista a Fox, di cui sono stati diffusi degli estratti. "Vedremo cosa accadrà. Credo che vogliano raggiungere un accordo a tutti i costi", ha osservato Trump. Il presidente Usa ha quindi ribadito che la guerra era necessaria per disarmare l'Iran delle sue capacità sul nucleare. "Se non l'avessi fatto, Teheran avrebbe l'arma nucleare", ha messo in evidenza Trump. (ats ans)

06:45

Sondaggio, solo il 24% degli americani ritiene che la guerra in Iran valga la pena
Solo il 24% degli americani ritiene che sia valsa la pena entrare in guerra con l'Iran come deciso dall'amministrazione Trump. E' quanto emerge da un sondaggio Ipsos effettuato dopo l'entrata in vigore del cessate il fuoco. Il 51% degli americani ritiene che non ne sia valsa la pena. Per quanto riguarda l'impatto della guerra sulla sicurezza dell'America nel lungo termine, il 41% degli interpellati ritiene che il conflitto non la migliorerà. (ats ans)

06:44

Vance: «Con l'Iran trattiamo, al lavoro affinché non abbia l'arma nucleare»
I negoziati con l'Iran proseguono: Donald Trump non vuole che Teheran abbia l'arma nucleare e in questo momento "stiamo negoziando proprio per garantire che non avvenga". Lo ha detto il vicepresidente americano JD Vance intervenendo a un evento di Turning Point Usa. "Riconosco che i giovani elettori non apprezzano la politica che adottiamo in Medio Oriente. Lo capisco", ha aggiunto Vance. "Non sto dicendo che dovete essere d'accordo con me su tutto. Quello che dico è che non dove allontanarvi perché siete in disaccordo con l'amministrazione su un argomento. Al contrario coinvolgetevi di più, fate sentire ancora di più la vostra voce", ha osservato il vicepresidente Usa. (ats ans)

06:43
AFP
06:42

Trump: «La guerra in Iran è quasi finita, la considero molto vicina alla fine»
La guerra in Iran è "quasi finita. La considero molto vicina alla fine". Lo ha detto il presidente americano Donald Trump a Fox, secondo quanto riportato su X da Maria Bartiromo, la anchor che lo ha intervistato. L'intervista andrà in onda nel pomeriggio italiano. (ats ans)

06:41

Vance verso la guida della delegazione Usa in secondo round trattative con Iran
JD Vance potrebbe guidare la delegazione american in un potenziale secondo round di trattative con l'Iran. Lo riporta Cnn citando alcune fonti, secondo le quali ai possibili incontri dovrebbero partecipare anche gli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner. (ats ans)

06:40
AFP