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Caro benzina, l'Europa si muove e la Svizzera sta a guardare

Germania, Austria e Italia vanno in soccorso degli automobilisti con sgravi e tagli delle accise. Berna tace. L'UDC: «Abolire completamente la tassa sugli oli minerali»
Foto Imago
Fonte 20 Minuten
Caro benzina, l'Europa si muove e la Svizzera sta a guardare
Germania, Austria e Italia vanno in soccorso degli automobilisti con sgravi e tagli delle accise. Berna tace. L'UDC: «Abolire completamente la tassa sugli oli minerali»

BERNA - I cartelli dei prezzi di benzina e diesel sono impietosi e per gli automobilisti la fermata alla stazione di rifornimento da qualche settimana sta diventando un muro del pianto. In Europa i governi di alcuni paesi come Germania, Austria e Italia stanno cercando di fronteggiare gli aumenti con sgravi e tagli delle accise: a Berna per ora non si muove foglia e non sembra neanche che si intravedano schiarite all'orizzonte in tema di misure di contrasto. Di certo c'è che sulla questione la politica si divide: L'Esecutivo non ritiene di intervenire, l'UDC propone di abolire completamente la tassa sugli oli minerali, il consigliere nazionale del Centro Martin Candinas la respinge, il Ps la mette sul piano del rafforzamento del potere di acquisto e ritiene insufficiente il solo taglio della tassa sul petrolio.

La proposta UDC di abolire la tassa sugli oli minerali - come riporta il sito 20 Minuten - è stata formalmente avanzata con una lettera aperta al Consiglio federale presentata dal consigliere nazionale Thomas Knutti e altri tre colleghi di partito. «L'imposta sugli oli minerali rappresenta una componente significativa del prezzo finale dei carburanti e offre quindi una leva diretta per un rapido alleggerimento del carico» hanno affermato.

«Una decisione affrettata», ribatte Martin Candinas, consigliere centrista. «Abbiamo bisogno delle entrate fiscali per finanziare le nostre infrastrutture e, per garantire una buona qualità, dobbiamo assicurarci i finanziamenti» ha dichiarato. Nel suo cantone d'origine, i Grigioni, attualmente si registrano differenze di prezzo di 20 o 30 centesimi al litro, a seconda del distributore. «Pertanto, non tutti gli aumenti di prezzo sono dovuti al conflitto in Medio Oriente, ma anche alla pura massimizzazione del profitto: c'è quindi ancora margine di manovra».

Dallo scoppio della guerra in Iran, gli automobilisti non fanno altro che mettere mano al portafoglio quando fanno il pieno di benzina o diesel. Un problema che il consigliere nazionale del Partito Socialista David Roth pensa di affrontare in altro modo rispetto a un taglio delle tasse: «Se vogliamo dare sollievo alla popolazione, dobbiamo rafforzare il potere d'acquisto nel suo complesso. Una riduzione della tassa sul petrolio greggio sarebbe troppo parziale: dobbiamo attuare misure che vadano a beneficio dell'intera popolazione». Il Partito Verde Liberale, sull'abolizione della tassa sugli oli minerali proposta dall'UDC, afferma invece che «è davvero singolare che questa richiesta provenga da un partito che di solito difende il libero mercato», fa rilevare criticamente Barbara Schaffner. Poi fa presente che «l'aumento dei prezzi del petrolio è un segnale di mercato che la Confederazione non dovrebbe ignorare. A lungo termine, dobbiamo decidere se vogliamo dipendere dalle fluttuazioni dei prezzi e dalle manipolazioni dei singoli Stati», sottolineando la necessità di «una transizione più rapida verso fonti energetiche alternative».

L'Ufficio federale per l'approvvigionamento economico nazionale «dichiara che l'approvvigionamento di tutti i prodotti petroliferi in Svizzera è attualmente garantito. Non ha alcun mezzo per influenzare l'andamento dei prezzi. Inoltre, le fluttuazioni dei prezzi non costituiscono motivo di intervento federale». Quindi, più chiaro di così? Il governo federale ritiene che al momento non è necessario alcun intervento governativo. «Qualora si verificasse un'effettiva carenza di approvvigionamento, potrebbe rilasciare riserve obbligatorie sufficienti a coprire il fabbisogno nazionale di petrolio per tre o quattro mesi e mezzo. A seconda della situazione, potrebbero essere adottate anche ulteriori misure, come la riduzione della velocità o l'invito a utilizzare i mezzi pubblici».


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