Commissione ONU: la Svizzera difende accesso alla giustizia per tutte le donne

Elisabeth Baume-Schneider traccia un bilancio positivo della sua visita a New York e dell’impegno internazionale
Elisabeth Baume-Schneider traccia un bilancio positivo della sua visita a New York e dell’impegno internazionale
NEW YORK / BERNA - La consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider ha tracciato un bilancio positivo della sua visita a New York, incentrata sulla riunione della Commissione delle Nazioni Unite sullo status delle donne (UNCSW). Ha inoltre condotto una serie di colloqui bilaterali.
La ministra dell'interno ha accolto con favore le dichiarazioni politiche finali della CSW, anche se quest'anno non è stato possibile approvarle all'unanimità. Dopo che gli Stati Uniti si sono opposti si è proceduto a una votazione. Sebbene ciò sia insolito, il risultato netto - 37 voti a favore, un voto contrario degli USA e 6 astensioni - ha inviato un messaggio chiaro, ha dichiarato oggi la consigliera federale all'agenzia Keystone-ATS.
Le conclusioni hanno dimostrato che la maggioranza degli Stati continua a sostenere l'impegno comune per l'accesso alla giustizia sulla base degli obblighi internazionali. Si tratta di un segnale chiaro in un contesto internazionale caratterizzato da crescenti tensioni sui temi della parità.
Durante gli incontri della UNCSW, incentrati sul tema dell'accesso alla giustizia per tutte le donne e le ragazze, la consigliera federale aveva affermato che la sessione dell'organismo «ci pone al crocevia di due valori fondamentali del sistema democratico svizzero: lo Stato di diritto e la parità di genere».
L'accesso alla giustizia è un diritto fondamentale e un presupposto indispensabile per l'esercizio di tutti gli altri diritti. «La lotta contro l'impunità è un pilastro del nostro impegno internazionale», ha affermato. L'accesso alla giustizia rafforza la fiducia nelle istituzioni e contribuisce a creare società più giuste, più egualitarie e più resilienti.




