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L'Europa assente nel club esclusivo (e a pagamento) di Trump

È iniziata la cerimonia per la costituzione del Board of Peace, con il Vecchio Continente che si è sfilato e la presenza dei monarchi mediorientali, dell'uomo noto come l'ultimo dittatore d'Europa e di almeno un leader ricercato per presunti crimini di guerra.
L'Europa assente nel club esclusivo (e a pagamento) di Trump
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L'Europa assente nel club esclusivo (e a pagamento) di Trump
È iniziata la cerimonia per la costituzione del Board of Peace, con il Vecchio Continente che si è sfilato e la presenza dei monarchi mediorientali, dell'uomo noto come l'ultimo dittatore d'Europa e di almeno un leader ricercato per presunti crimini di guerra.

DAVOS - Il Board of Peace è ora realtà. Il Presidente degli Stati Uniti, insieme agli altri membri, questa mattina da Davos ha firma lo statuto.

Sono numerosi e soprattutto europei i grandi assenti alla cerimonia per la costituzione del Consiglio di pace voluto dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump per contribuire alla ricostruzione di Gaza. O, meglio, il consiglio originariamente concepito per ricostruire Gaza, ma il cui scopo si è esteso alla gestione dei conflitti in tutto il mondo. Nella bozza dello statuto, infatti, il riferimento a Gaza non compare nemmeno.

Il discorso d'apertura di Trump - Trump ha aperto l’evento parlando di “un’ottima giornata” e ricordando gli incontri proficui avuti ieri con importanti leader aziendali e capi di Stato. Ha spiegato che l’incontro si svolgerà nel formato di un “Consiglio di Pace” e ha ringraziato Marco Rubio e Steve Witkoff per il loro contributo.

Nel suo intervento ha affrontato il tema della pace in Medio Oriente e ha lasciato intendere che anche un altro conflitto, quello in Ucraina, potrebbe avviarsi verso una conclusione. Ha poi espresso riconoscenza agli altri membri della sua amministrazione, annunciando che i primi componenti del Board of Peasce saranno presentati successivamente.

Trump ha inoltre segnalato la presenza dell’ex primo ministro britannico Tony Blair, che, a suo dire, avrà un ruolo significativo nel Consiglio, ringraziandolo pubblicamente.

Passando ai risultati del suo mandato, Trump ha elogiato il primo anno della sua amministrazione e ha ricordato la vittoria elettorale dell’anno precedente. Ha per l'ennesima volta affermato che l’economia statunitense sta andando molto bene, nonostante l’inflazione ereditata dal predecessore Joe Biden. Secondo Trump, «quando prosperano gli Stati Uniti, prospera il mondo intero». Ha infine citato ingenti investimenti nel Paese e una riduzione del deficit commerciale del 77%, precisando però che tali dati non sono al momento verificabili in modo indipendente.

Le otto guerre - Trump ha affermato ancora una volta di aver posto fine a otto guerre, tra cui quelle in Thailandia, India e Kosovo. Dichiara ancora di aver posto fine alla guerra tra Israele e Iran. «La guerra nella Striscia di Gaza sta finendo proprio ora», ha sottolineato il presidente degli Stati Uniti. «Hamas deve consegnare le sue armi, altrimenti sarà la sua fine».

I rapporti con l'Iran - Trump ha parlato anche delle sue relazioni con Iran, dove ha affermato di aver impedito di sviluppare una bomba nucleare che, a suo dire, avrebbero ottenuto in soli due mesi. «L'Iran vuole parlare con noi ora, e noi lo faremo».

«I conflitti nel mondo si stanno placando» - Trump è inoltre convinto che molti conflitti in tutto il mondo si stiano placando. «Un anno fa la situazione era infiammata in diverse zone, ma ora la situazione dovrebbe migliorare». Ha quindi elogiato l'esercito statunitense, sottolineando che aumenterà i finanziamenti a esso destinati.

Ha poi affermato di aver fermato il traffico di droga al confine con gli Stati Uniti e che farà lo stesso all'interno del Paese. Ha anche dichiarato di aver quasi posto fine all'immigrazione illegale.

Il Venezuela - È quindi stata la volta del Venezuela: ha affermato di avere buoni rapporti con la nuova amministrazione. Ha anche sottolineato di aver già estratto molto petrolio dal Paese e ha ribadito come molte aziende si stiano trasferendo lì.

«Con me non ci sarebbe stata guerra in Ucraina» - Trump ha aggiunto di voler porre fine alla guerra in Ucraina e ribadito, come già fatto in più occasioni, che questa guerra non sarebbe mai scoppiata se lui fosse già stato in carica.

«Mi piacciono tutti» - Ha quindi dichiarato di sentirsi onorato di essere il presidente del Consiglio per la Pace. «È stato un onore quando mi è stato chiesto di farlo». Poi, nonostante i grandi assenti, ha aggiunto: «Tutti i Paesi volevano farne parte», nonostante avesse spedito gli inviti solo pochi giorni prima. «Sul palco mi piacciono tutti», ha detto, lanciando un'occhiata ai rappresentanti del Board, aggiungendo che di solito alcuni di loro non gli piacciono.

«Qui le persone più potenti del Mondo» - Trump ha affermato che gli Stati Uniti hanno inviato aiuti umanitari a Gaza, aggiungendo di non aver ricevuto ulteriori informazioni sugli sviluppi successivi. Ha ringraziato nuovamente Steve Witkoff e Jared Kushner per il loro impegno.

Ha poi sottolineato la complessità dell’operazione di salvataggio degli ostaggi israeliani, affermando che tutti, tranne uno, sono stati riportati in salvo. Rivolgendosi direttamente a Hamas, ha ribadito la richiesta di restituzione dell’ultimo ostaggio rimasto.

Trump ha spiegato che il Consiglio per la Pace è stato avviato a Gaza, ma ha precisato che il suo raggio d’azione può estendersi anche ad altri contesti. Una volta completato, secondo Trump, il Consiglio avrà un potenziale molto ampio e la capacità di incidere concretamente.

In un primo momento il presidente ha criticato le Nazioni Unite, ma ha poi affermato che una collaborazione tra il Consiglio per la Pace e l’ONU potrebbe produrre risultati significativi, promettendo un futuro più sicuro.

Ha infine concluso con un messaggio di forte impatto simbolico: «Il mondo è una sola regione», ha dichiarato, definendo i presenti come «le persone più potenti del mondo».

«Ex nemici ora amici» - Dopo la firma di tutti gli Stati membri ha preso la parola il segretario degli Stati Uniti Marco Rubio, che ha iniziato elencando i successi del Presidente Trump: «È una presidenza storica. Trump è inarrestabile», ha dichiarato elogiando il suo impegno per la pace e per il suo popolo.

Rubio ha parlato di un Consiglio di pace, ma anche «d'azione». L'attenzione, ha spiegato, è rivolta a Gaza. Rubio ha ringraziato coloro che si sono uniti al Board e ha affermato che molti altri lo seguiranno. Ha sottolineato che ex nemici ora fanno parte del Consiglio e che tutto questo è stato possibile solo grazie alla visione e alla determinazione di Donald Trump.

Un video ha quindi annunciato che la frontiera di Rafah verrà aperta la prossima settimana.

«Il presidente ci ispira» - È arrivato quindi il momento di Steve Witkoff e Jared Kushner. Witkoff ha ricordato quando a lui e Kushner fu chiesto se potevano occuparsi della guerra in Medio Oriente. «Abbiamo raggiunto un accordo», racconta, «e abbiamo riportato indietro gli ostaggi. È stato un grande onore aver lavorato per conto di Trump», ha ammesso. Ha quindi ringraziato diverse personalità, tra cui il Primo Ministro israeliano Netanyahu e Tony Blair. «Abbiamo una squadra fantastica. Il presidente ci ispira», ha aggiunto ringraziando JD Vance e altri membri del governo degli Stati Uniti.

«È un onore lavorare con Steve», gli ha fatto eco Jared Kushner. Mostrando alcune diapositive, il genero di Trump ha illustrato i progressi compiuti negli ultimi 100 giorni dal raggiungimento dell'accordo. «Portare la pace nella regione è difficile - ha spiegato -. Richiede un cambiamento nei modelli di comportamento». Kushner ha quindi dichiarato la necessità di investimenti nella Striscia di Gaza. L'obiettivo è offrire alle persone lavoro e l'opportunità di una vita dignitosa. «Nella Striscia di Gaza non c'è più carestia», ha quindi concluso.

«New Gaza» - Kushner parla di un piano generale: «Gaza ha un grande potenziale. Non esiste un piano B. Una Nuova Gaza sarà costruita nei prossimi anni, hanno già iniziato a rimuovere le rovine. e la smilitarizzazione è in corso. Se Hamas non verrà smilitarizzata, i progressi saranno bloccati».

Trump ha quindi concluso, sempre parlando di Gaza: «La posizione è perfetta. La posizione sul mare è fantastica. La gente lì starà bene», ha concluso il presidente degli Stati Uniti concludendo l'evento, tra le strette di mano.

Un club esclusivo e a pagamento - L'ultima trovata della Casa Bianca, nella versione attuale, appare più come un club esclusivo e, soprattutto, a pagamento. Perché la quota per accedervi ammonterebbe a un miliardo di dollari. Una cifra da capogiro per sedere al tavolo di colui a cui spetterebbe, in ogni caso, l'ultima parola.

Forse anche per l'esborso economico e per le lungaggini burocratiche che richiederebbe l'erogazione di una tale somma, dal fronte europeo si sono succeduti tutta una serie di "nì" e di "no". Trump, finora, ha ottenuto il sostegno dei monarchi mediorientali, dell'uomo noto come l'ultimo dittatore d'Europa e di almeno un leader ricercato per presunti crimini di guerra.

Il sì dei regimi - A dire sì, infatti, sono stati diversi paesi a maggioranza musulmana. Tra questi l'Arabia Saudita, il Qatar, la Turchia e il Kuwait. Presente, anche il primo ministro di Israele Bejamin Netanyahu. E non mancherà pure la Bielorussia di Lukashenko.

L'Europa che si sfila - A sfilarsi pubblicamente, per ora, sono stati solo Paesi europei. Rischiando a questo punto di aprire un altro fronte con la Casa Bianca. Tra questi ci sono Francia e Norvegia, che hanno sollevato dubbi su come il Board of Peace opererebbe in collaborazione con le Nazioni Unite.

Tra coloro che non prenderanno parte alla cerimonia di firma c'è anche il Regno Unito. Motivo: le «preoccupazioni» circa la possibilità che il presidente russo Vladimir Putin «faccia parte di qualcosa che parla di pace», ha annunciato la ministra degli Esteri Yvette Cooper.

Anche l'Italia sta temporeggiando. La premier Giorgia Meloni ha preso tempo a causa di una possibile impraticabilità costituzionale.

Assente pure il governo tedesco. La proposta di Trump viene infatti considerata «un progetto alternativo alle Nazioni Unite», mentre Berlino intende «rafforzare l'ordine internazionale con le Nazioni Unite e la loro carta». Ecco perché il governo si è detto «sorpreso» di come la proposta di Trump vada ben oltre Gaza e la relativa risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu.

Gli amici di Trump nel comitato esecutivo - Chi sono i 7 membri del comitato esecutivo del Board of Peace? Il "consiglio esecutivo fondatore" – presieduto da Trump – siede al vertice del Board of Peace. I suoi membri sono:

    • Tony Blair, ex primo ministro britannico
    • Jared Kushner, genero di Trump
    • Il segretario di Stato americano Marco Rubio
    • L'inviato speciale degli Stati Uniti in Medio Oriente Steve Witkoff
    • Marc Rowan, CEO della società finanziaria Apollo Global Management
    • Ajay Banga, presidente della Banca Mondiale
    • Robert Gabriel, vice consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti.


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