Baume-Schneider apre le Giornate di Soletta difendendo la SSR

La consigliera federale ha ricordato le vittime di Crans-Montana e ha parlato della radiotelevisione svizzera in vista del voto dell'8 marzo.
SOLETTA - La consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider ha aperto questa sera le Giornate di Soletta sottolineando quello che considera il ruolo centrale della SSR nella vita culturale svizzera e rendendo omaggio alle vittime di Crans-Montana. Ha ricordato che «la cultura e il cinema permettono di comprendere nuove realtà».
«La SSR è indispensabile per capire il nostro Paese e unire le sue regioni», ha affermato la 62enne questa sera a Soletta. La ministra della cultura ha ricordato che il servizio pubblico sostiene ogni anno il cinema svizzero, investendo in più di 300 festival e raggiungendo quotidianamente tre milioni di persone. A suo parere, «la SSR è 'too important to fail'» (troppo importante per fallire).
«La SSR offre agli artisti una scena essenziale» e permette ai cittadini di accedere a un'informazione solida, in un contesto di massiccio flusso di dati e di disinformazione. L'esponente PS ha inoltre insistito sull'importanza del ruolo che l'ente radio-televisivo riveste per la democrazia.
L'8 marzo, lo ricordiamo, il popolo svizzero si pronuncerà sull'iniziativa volta a ridurre il finanziamento del servizio pubblico.
Fra tragedia e speranza - Baume-Schneider ha in precedenza evocato nel suo discorso il dramma di Capodanno a Crans-Montana (VS). «Abbiamo condiviso una giornata di lutto nazionale per esprimere la nostra vicinanza alle famiglie», ha dichiarato, elogiando il coraggio dei giovani e la professionalità del personale ospedaliero.
«Dobbiamo a questa generazione il nostro impegno e la nostra determinazione nel farle intravedere opportunità e sogni», ha aggiunto.
Quest'anno, le Giornate di Soletta mettono l'accento su un cinema che esplora la questione dell'appartenenza: a una famiglia, a una comunità, a una storia, a una cultura, a una nazione. "Abbiamo bisogno della cultura e del cinema svizzeri, perché il nostro Paese è in trasformazione. E più il cambiamento è rapido, più è essenziale non lasciarsi cullare da una falsa sensazione di sicurezza, come se conoscessimo già tutto della Svizzera", ha concluso.



