Jacques Moretti: «Non ho nessuna responsabilità», oggi viene interrogata Jessica

Dopo l'udienza-fiume di 9 ore di ieri, oggi toccherà alla 40enne apparire davanti alle procuratrici e agli avvocati delle vittime. Intanto si attende la decisione del giudice per la cauzione.
CRANS-MONTANA - Dopo l'udienza di martedì, in cui è stato sentito Jacques Moretti, questo mercoledì il Ministero pubblico vallesano sentirà la sola Jessica Moretti, che è arrivata in Procura a Sion attorno alle 8:30.
All'udienza, come già accaduto ieri, oltre al pool di procuratrici, assistono anche diverse decine di legali delle vittime. Martedì, la moglie Jessica ha solamente assistito il marito, scambiando con lui alcune parole durante gli intervalli. Nessuno dei due coniugi ha rilasciato dichiarazioni.
Come riportato dai media d'Oltregottardo e oltrefrontiera, la giornata di deposizione di ieri è stata piuttosto intensa per più di un motivo: la durata (circa 9 ore), l'intensità emotiva e l'importanza per il caso dei nodi trattati.
«Non ho alcuna responsabilità», aveva chiosato l'interrogato in una dichiarazione che ha suscitato scalpore, «abbiamo fatto tutto il possibile per garantire la sicurezza all'interno del locale. Non potevo immaginare che sarebbe successo... fino a quel momento tutti i controlli erano stati impeccabili». Controlli che, si è appreso, erano stati effettuati fino al 2019 ma non oltre.
Per quanto riguarda la pratica dei bengala nelle bottiglie di champagne, «era una cosa che faceva abitualmente lo staff, non l'ho mai richiesta espressamente ma nemmeno l'ho proibita».
«Moretti è stato molto chiaro e, immagino, anche commosso», ha commentato ai microfoni dei giornalisti presenti a Sion l'avvocato Laurence Casays, che assiste alcune vittime: «Spero che il signor Moretti stia pensando alle vittime, e sono convinta che sia così».
All'udienza, come già accaduto ieri, oltre al pool di procuratrici, assistono pure diverse decine di legali delle vittime. Nessuno dei due coniugi ha rilasciato dichiarazioni.
Intanto l'imputato, che si trova in carcere preventivo dal 9 gennaio, attende la prossima decisione del giudice vallesano dei provvedimenti coercitivi sulla sua richiesta di scarcerazione. Il cittadino francese spera di poter beneficiare, come sua moglie, di misure sostitutive al carcere, grazie al versamento di una cauzione di 200'000 franchi.
I controlli di sicurezza nei locali di Crans-Montana verranno affidati a un'azienda privata, per un affiancamento ai dipendenti comunali, che durerà «diversi mesi». Lo confermano le autorità comunali, in una nota ripresa dai media e dall'agenzia Keystone-SDA. La società scelta ha sede nel Vallese ed è attiva nei settori dell'ambiente, della sicurezza e degli aeroporti.
«Il servizio Sicurezza pubblica deve gestire, nell'ambito di sua competenza, le situazioni quotidiane ed eccezionali, in particolare dopo la tragedia del 1° gennaio», precisa via comunicato il sindaco Nicolas Féraud, che non si era più espresso dopo la conferenza stampa del 6 gennaio.
«In queste circostanze, è evidente che le nostre squadre devono essere rafforzate per rispondere a tutti i compiti, in particolare i controlli periodici», sottolinea il sindaco.
Queste verifiche congiunte proseguiranno per diversi mesi, «al fine di controllare tutti gli hotel, i ristoranti, i bar e gli altri luoghi pubblici sul territorio comunale, in conformità con la legge vigente sulla protezione contro gli incendi e gli elementi naturali», sottolinea ancora il Comune nel comunicato.



