Imposizione individuale, no a un «mostro burocratico»

Con questo slogan un comitato interpartitico invita la popolazione a respingere l'8 marzo l'imposizione individuale delle coppie
BERNA - Complicata, ingiusta e costosa: con questo slogan un comitato interpartitico invita la popolazione a respingere l'8 marzo l'imposizione individuale delle coppie, riforma fiscale contro la quale sono stati lanciati due referendum.
Un'alleanza che comprende l'UDC, il Centro, gli Evangelici, l'Unione democratica federale, l'Unione svizzera delle arti e mestieri e quella dei contadini si oppone al progetto considerato un "mostro burocratico senza valore aggiunto" che crea più ingiustizie di quante pretenda risolvere.
Nuove disuguaglianze - Per il consigliere nazionale e presidente del Centro, Philipp Mathias Bregy (VS), l'8 marzo non saremo chiamati a decidere su una questione meramente tecnica, ma su un cambiamento fondamentale per quanto attiene all'imposizione delle famiglie. Tuttavia, se è vero che attualmente la coppie sposate sono penalizzate rispetto ai concubini, giacché il loro reddito viene sommato e quindi pagano più imposte, la soluzione escogitata dal parlamento, e infine adottata con una maggioranza ristretta, è peggiore dei mali che intende correggere.
A detta del presidente del Centro, l'imposizione individuale così come uscita dai dibattiti in aula penalizzerebbe in particolare le coppie sposate con un solo reddito e le famiglie con un reddito secondario modesto, mentre alcune coppie sposate con redditi elevati o coppie di pensionati benestanti ne trarrebbero vantaggio. Insomma, la grande maggioranza della popolazione, in particolare il ceto medio, vedrebbe aumentare il proprio carico fiscale secondo il deputato vallesano. Una coppia con un solo reddito non potrebbe infatti approfittare delle detrazioni per i figli (aumentate dal parlamento a livello di Imposta federale diretta, n.d.r), venendo così svantaggiata.
Mostro burocratico - Il fatto che in futuro una coppia sia obbligata a riempire la propria dichiarazione fiscale, ha aggiunto Bregy, non solo sarà complicato, vista la difficoltà di delimitare esattamente ciò che compete ad ogni membro della coppia, ma metterà anche sotto pressione le amministrazioni cantonali e comunali. Si stimano infatti in 1,7 milioni le dichiarazioni fiscali supplementari che dovranno essere esaminate, con i conseguenti costi amministrativi che ciò comporterà a causa del numero maggiore di tassatori necessari (oltre un migliaio di persone in più secondo il comitato).
Oltre alle nuove disuguaglianze fiscali, la soluzione del parlamento creerà un vero "mostro burocratico", ha affermato Bregy. Ciò spiega anche perché 21 Cantoni su 26 hanno respinto il modello e ben 10 hanno lanciato il referendum. Si tratta di un "segnale molto forte", ha aggiunto il vallesano, visto che dal 1874 è solo la seconda volta che i cantoni si mettono di traverso per contrastare un progetto di legge per superare un problema che sussiste solo a livello federale. Diversi Cantoni e Comuni, ha rimarcato Bregy, hanno già risolto in parte il problema della penalizzazione del matrimonio senza ricorrere all'imposizione individuale, ma altre soluzioni, come lo splitting.
Un attacco alle PMI - Di mostro burocratico hanno anche parlato il consigliere nazionale Markus Ritter (Centro/SG), presidente dell'Unione svizzera dei contadini, e il "senatore" ticinese Fabio Regazzi (Centro), presidente dell'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM). Per quanto il progetto in votazione "suoni bene", per Regazzi si tratta di un attacco alle piccole e medie imprese, in particolare a quelle famigliari, il cuore della nostra economia.
Nelle imprese famigliari, dove il titolare è magari assecondato nella conduzione dal partner, la separazione dei redditi e del patrimonio, che sovente coincide con l'impresa, diventa pressoché impossibile, un rompicapo. Si tratterebbe di un'operazione artificiale che non tiene conto della realtà, ha sottolineato Regazzi. Le imprese famigliari si basano sulla fiducia, su un progetto di vita condiviso, che l'imposizione individuale vuole stravolgere.
Un problema, quest'ultimo, che riguarda da vicino le famiglie contadine, ha sottolineato Ritter, secondo cui è difficile operare una separazione netta fra i coniugi di reddito e patrimonio. Per non commettere errori, le famiglie dovranno rivolgersi a una specialista per riempire la dichiarazione di imposta, un'operazione complicata, senza ottenere alcun vantaggio.
Una riforma "ideologica" - Dal canto loro, la consigliera nazionale Monika Rüegger (UDC/OW), il consigliere nazionale dell'Unione democratica federale Andreas Gafner (BE) e Barbara Stotzer-Ewyss, presidente del Partito Evangelico bernese e membro del legislativo cantonale, hanno insistito sul "carattere ideologico" di questa riforma che favorirebbe un determinato tipo di famiglia, ossia le coppie che lavorano entrambe, a scapito di altri tipi di famiglia, specie con figli e un solo reddito, o con un secondo reddito più basso.
Per i tre oratori, l'imposizione individuale così come uscita dai dibattiti alle camere rappresenta un passo indietro, invece di un progresso come sbandierato dai fautori. Ad essere penalizzate sarebbero infatti le coppie dove uno dei coniugi si occupa dei figli, oppure consacra parte del proprio tempo alla cura di terzi, magari degli anziani genitori. In questo caso, la persona che non lavora non potrà approfittare delle deduzioni per i figli. Il rischio? Venir tassati di più.
Tra l'altro, ha sottolineato Rüegger, l'effetto desiderato dalla riforma, ossia favorire il lavoro delle donne, rischia di rivelarsi un pio desiderio, dal momento che secondo il Consiglio federale si parla di al massimo 44 mila posti di lavoro supplementari.
Per Andreas Gafner, con questa riforma si ottiene il contrario di quanto auspicato, ossia di svantaggiare la famiglia tradizionale, pilastro della società, specie se con molti figli a carico. La riforma, hanno affermato all'unisono, limiterebbe la libertà di organizzare l'economia domestica liberamente, obbligando a scegliere un modello preciso di organizzazione famigliare.



