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SVIZZERA

Smood chiude: «A rischio oltre 400 posti di lavoro»

Il sindacato syndicom: «È la prima vittima dell'uberizzazione nel 2026». E chiede trattative immediate
20min/Vanessa Lam
Fonte red
Smood chiude: «A rischio oltre 400 posti di lavoro»
Il sindacato syndicom: «È la prima vittima dell'uberizzazione nel 2026». E chiede trattative immediate

Smood annuncia la chiusura. E questo «comporterebbe la soppressione di oltre 400 posti di lavoro nel settore del recapito in tutta la Svizzera, occupati principalmente da corriere e corrieri con bassi tassi di occupazione». A scriverlo, in un comunicato, è syndicom, affermando che tale decisione «segna un’ulteriore fase drammatica nella lunga serie di fallimenti, chiusure aziendali e licenziamenti che stanno colpendo le lavoratrici e i lavoratori del settore del recapito e delle consegne in Svizzera».

Per il sindacato - che «esige trattative immediate e chiede alla Migros di assumersi appieno le proprie responsabilità sociali» -, Smood è «la prima vittima dell'uberizzazione nel 2026». La chiusura «si inserisce in un quadro più ampio: le piattaforme multinazionali, Uber in primis, hanno imposto modelli basati sul finto lavoro indipendente e sull’elusione degli oneri sociali, distruggendo progressivamente il mercato delle consegne».

«Il disastro continua», ha affermato Urs Zbinden, segretario centrale di syndicom. «Se i tagli ai posti di lavoro saranno confermati, esigeremo il miglior piano sociale possibile, con indennità di partenza sostanziose, misure di riqualificazione professionale e un fondo per i casi di rigore». Ma, più in generale, Zbinden richiama anche le autorità cantonali, a cui spetta «la responsabilità di applicare la legge vigente e porre fine all’uberizzazione e al mancato pagamento degli oneri sociali per le professioni subordinate».

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