Immobili
Veicoli
Deposit
Nella foto in alto: Pascal Wagner-Egger, professore in psicologia dell’università di Friborgo
ULTIME NOTIZIE Svizzera
VALLESE
2 ore
Con il riscaldamento globale «seracchi sempre più instabili»
L'esperto: «Proprio perché i pericoli sono diventati più frequenti, molte vie alpinistiche vengono scartate»
SOLETTA
4 ore
Arrestato un presunto piromane, è un 33enne
La polizia aveva chiesto aiuto alla popolazione per catturare l'autore o gli autori di una decina di roghi
SAN GALLO
4 ore
Rinvenuto un cadavere: è del 74enne scomparso
Lo comunica la Polizia della Città di San Gallo, «non ci sono indicazioni di un coinvolgimento di terzi»
FOTO
VALLESE
4 ore
Due morti e nove feriti sul massiccio del Grand Combin
È il bilancio dell'incidente che si è verificato questa mattina in Vallese
VALLESE
5 ore
Licenziamenti in vista a Crans-Montana
La stazione sciistica perderà posti di lavoro. L'azienda parla di «campagna di sgrassaggio»
SAN GALLO
6 ore
Trovato morto un base jumper
Sono diverse le domande ancora senza risposta: era con qualcuno? Perché è precipitato?
SVIZZERA
6 ore
Vaiolo delle scimmie: «Non stigmatizzate gli omosessuali»
Aiuto Aids Svizzero lancia una campagna di sensibilizzazione sui rischi del contagio
SVIZZERA
7 ore
Dall'Italia alla Svizzera senza stage
Vale per chi termina gli studi di psicologia nella vicina penisola
GRIGIONI
7 ore
Finisce oltre il muro di contenimento con la sedia a rotelle
L'89enne è rimasto ferito ed è stato trasportato in ospedale dalla Rega
VALLESE
8 ore
Alpinisti travolti dai ghiacci sul Grand Combin, ci sono vittime
Degli alpinisti sono stati sorpresi dalla caduta di seracchi questa mattina in Vallese
SVIZZERA
8 ore
Gli svizzeri del post-pandemia? All'estero più spendaccioni
Le operazioni fatte con carte di pagamento elvetiche sono raddoppiate rispetto al primo quadrimestre del 2021.
URI
8 ore
Auto esce di strada e cade per 70 metri lungo un pendio
Il 18enne alla guida ha riportato gravi ferite ed è stato trasportato in ospedale dalla Rega
SVIZZERA
9 ore
Il linguaggio dei segni va riconosciuto legalmente
Il Consiglio federale propone di accogliere una mozione in tal senso
SVIZZERA
05.08.2021 - 06:000
Aggiornamento : 08:01

I complotti del 5G hanno perso il loro impatto

Il 5G è un argomento sempre caldo, ma il popolo non sembra pronto a separarsi dalla tecnologia di cui fa uso ogni giorno

di Redazione
DAVIDE GIAVI

FRIBORGO - L’iniziativa popolare “Per una telefonia mobile compatibile con la salute e a basso consumo” non è riuscita a raccogliere le 100’000 firme. Pascal Wagner-Egger, professore in psicologia dell’università di Friborgo ed esperto di teorie del complotto, analizza la situazione che è venuta a crearsi.

Come spiega questo fallimento?
«Le onde elettromagnetiche sono molto diffuse nella sfera complottista e possono spaventare. Ciononostante, molte persone non sono pronte a rinunciare alla connessione e ai loro smartphone, sono contrarie a causa di un sentimento antisistemico, senza però agire concretamente, come dimostrano le poche firme dell’iniziativa».

Come mai questo comportamento “bivalente”?
«Per loro stessa natura queste onde sono da sempre un soggetto polemico, è però una teoria complottista con poche speranze di diffondersi e convincere. È molto più semplice boicottare Big Pharma evitando di vaccinarsi e prendendo medicamenti solo in casi estremi, piuttosto che rinunciare al wi-fi, al proprio telefonino e a internet. Basti pensare che è proprio su internet che questi complotti si diffondono, utilizzando quindi la stessa tecnologia che si critica e di cui si ha paura».

Perché proprio il 5G? Cosa lo rende così spaventoso?
«Innanzitutto, le nuove tecnologie fanno sempre paura, la maggior parte delle volte a torto. Inoltre, parliamo di onde che sono invisibili e ovunque intorno a noi, ne siamo letteralmente circondati, si prestano dunque molto bene ai discorsi anti-scienza e allarmisti».

Ritiene quindi che gli iniziativisti siano tutti dei complottisti?
«No, è anche presente il discorso ecologista, dato che la conservazione e il trasferimento dei dati sono molto energivori. D’altra parte, come detto, le teorie del complotto integrano molto bene questa tecnologia, fino ad arrivare a temere una sorta di controllo mentale, timori antecedenti l’arrivo del 5G».

Come mai sempre più persone aderiscono a queste teorie?
«L’innovazione tecnologica è sempre più rapida e la società non ha il tempo di assimilare tutto quello che la scienza ci propone. La recente emergenza pandemica ha dimostrato che senza il distacco necessario, l’irrazionalità prende il sopravvento».

Quindi il fallimento dell’iniziativa è dovuto a una presa di tempo ragionevole da parte delle autorità?
«Esatto, possiamo dire che la Confederazione ha preso il suo tempo. Inoltre a livello cantonale, penso a Vaud e Ginevra, ci sono state delle moratorie atte a rassicurare la popolazione. Contrariamente, abbiamo visto che l’adozione della legge Covid ha causato forti resistenze che sono sfociate in un referendum. In questo caso, la situazione di emergenza ha richiesto di agire rapidamente senza lasciare il tempo alla società di seguire».

Come bisogna agire per contrastare l’antiscientismo?
«Bisogna evitare i conflitti d'interesse a ogni costo, quindi non sono le aziende private che devono incaricarsi di sensibilizzare la popolazione. Il settore pubblico deve intervenire, eventualmente con delle moratorie, al fine di condurre studi indipendenti. Comunque, queste devono essere limitate nel tempo per evitare che la precauzione sfoci in un immobilismo, in effetti nessuna moratoria può provare che qualcosa sia sicuro al 100%».

Il sonno della ragione tra favorevoli e contrari
Se da una parte i timori verso il 5G sono comprensibili, bisogna fare attenzione alle fonti con le quali ci si informa. Tralasciando le teorie più estreme che arrivano ad attribuire a Bill Gates la volontà di lobotomizzare la popolazione mondiale, è giusto domandarci se una tecnologia possa essere pericolosa o meno. Su questo aspetto, è facile incappare in dichiarazioni secondo le quali la scienza non ha provato l’assenza di un impatto sulla nostra salute. Questo argomento ingannevole è conosciuto come “appello all’ignoranza”. Il problema è che per definizione la scienza non può provare l’inesistenza di qualcosa, dunque non si avrà mai la certezza assoluta. Inoltre, i contrari fanno sistematicamente riferimento a delle testimonianze. Ancora una volta un argomento non valido, in questo caso, per quanto indiziario, non costituisce una prova scientifica. Al contrario, la letteratura scientifica dimostra che tali effetti dannosi non sono stati rilevati.

Potrebbe interessarti anche

YouTube

Facebook

Instagram

Linkedin

Twitter

TikTok


Copyright © 1997-2022 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2022-05-27 21:13:57 | 91.208.130.89