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LUCERNA
28.04.2021 - 00:000

Strangola la ex, poi la violenta da svenuta

La lite scoppiata dopo una serata a base di alcol e spinelli. Un 30enne lucernese condannato a 7 anni

L'imputato: «Non volevo ucciderla». Ma i giudici non gli hanno creduto. Risarcimento dimezzato rispetto alla richiesta

LUCERNA - Il tribunale penale di Lucerna ha condannato uno svizzero di 30 anni a sei anni e undici mesi di prigione per aver strangolato la sua ex fidanzata fino all'incoscienza nel 2018 e poi averla violentata. La pena è più severa di quanto richiesto dall'accusa. Il verdetto non è ancora definitivo.

La corte delle assise criminali ha dichiarato l'uomo colpevole di tentato omicidio con dolo eventuale, violenza carnale, sequestro di persona e tentata coazione. Il reato di vie di fatto è stato archiviato perché caduto in prescrizione, precisa la decisione di pena resa nota oggi.

Il tribunale ha anche ordinato una riparazione morale di 14'000 franchi per la ex fidanzata, che ne aveva chiesti 35'000. L'imputato deve poi pagare quasi 57'000 franchi di spese di procedura.

Al processo svoltosi il 13 aprile, l'accusa aveva chiesto una condanna a sei anni di prigione; la difesa tre anni per le imputazioni di esposizione a pericolo della vita altrui e minacce.

Il procuratore, l'avvocato difensore e il giudice hanno concordato che il 30enne ha bisogno di una terapia in una struttura chiusa per la sua mancanza di controllo degli impulsi.

I motivi per cui la pena inflitta è andata oltre la richiesta del pubblico ministero non sono ancora noti perché le motivazioni della sentenza non sono ancora disponibili.

L'imputato si era separato dalla ragazza e madre di sua figlia nel 2018, ma viveva ancora nello stesso appartamento nell'agglomerato di Lucerna. Lì, dopo aver bevuto alcolici e fumato diversi spinelli, scoppiò l'alterco.

L'accusato voleva fare sesso ed è diventato manesco. Ha strozzato la ex compagna fino a farla crollare svenuta. Il rapporto sessuale ha avuto luogo a letto. La donna ha detto che lo ha lasciato fare perché ogni difesa si era rivelata inutile.

Al processo, l'accusato ha negato qualsiasi intenzione di uccidere. Aveva solo voluto tappare la bocca della sua ex ragazza, ha dichiarato. Per quanto riguarda lo stupro ha fatto solo dichiarazioni vaghe. Non sapeva se lei volesse un rapporto sessuale, ma - ha detto - in una relazione è normale farsi un favore a vicenda.

L'avvocato della difesa ha sostenuto che faceva parte della routine della coppia riconciliarsi con il sesso dopo un litigio.

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