Keystone
SVIZZERA
11.03.2018 - 18:090
Aggiornamento : 21:53

Gli affari segreti dell’ex numero uno di Raiffeisen

Pierin Vincenz avrebbe guadagnato 4,7 milioni di franchi e dovrebbe anche ricevere una liquidazione da 2,5 milioni di franchi. Il Ministero pubblico ne ha ordinato la detenzione preventiva

ZURIGO - Gli “affari segreti” dell’ex numero uno di Raiffeisen Pierin Vincenz gli avrebbero fruttato circa 4,7 milioni di franchi. Lo rivela la SonntagsZeitung, secondo cui l’ex Ceo dovrebbe anche ancora incassare una liquidazione di 2,5 milioni di franchi.

Il presidente del Cda, Johannes Ruegg-Stürm - che si è dimesso lo scorso 8 marzo per «salvaguardare a lungo termine la credibilità di Raiffeisen Svizzera» - aveva anche cercato di assumerlo come consulente esterno per cinque anni, dopo la sua uscita da Raiffeisen, con un onorario di 500’000 franchi l’anno. Tuttavia, il consiglio d’amministrazione aveva rifiutato la proposta.

Le cifre - Nel 2007 il gruppo Aduno ha rilevato il 100% delle azioni di Commtrain Card Solutions, a cui è seguita la fusione legale nel 2009. L’operazione - grazie a un “investimento nascosto” - avrebbe fruttato a Vincenz e al suo socio in affari Beat Stocker 4,2 milioni di franchi, di cui 1,7 nelle tasche dell’ex Ceo. Un secondo contratto avrebbe permesso a Vincenz di ricevere 3 milioni, presumibilmente “in prestito”.

La denuncia - Pierin Vincenz è stato Ceo di Raiffeisen fra il 1999 e il 2015. Lo scorso 2 marzo il Tribunale delle misure coercitive ha accolto la richiesta del Ministero pubblico zurighese della sua detenzione preventiva. Il reato ipotizzato nei confronti di Vincenz è di amministrazione infedele.

Gli inquirenti zurighesi si sono mossi dopo una denuncia presentata il 21 dicembre 2017 dalla stessa società Aduno contro il suo ex presidente e contro un altro ex membro del Cda. A quanto si è appreso, lo scorso novembre Aduno aveva dato mandato a uno studio legale di verificare la legalità di diverse acquisizioni effettuate negli anni scorsi dal gruppo. Sulla base di quanto emerso è stato deciso di denunciare i due ex dirigenti. Oltre a questi due manager il procedimento interessa anche tre altre persone a loro vicine professionalmente.

Pierin Vincenz si è da parte sua detto «sconvolto» dall'inchiesta penale e in una presa di posizione scritta aveva respinto «con veemenza» ogni addebito.

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