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IL SORPASSO... A QUATTRO RUOTE
19.05.2021 - 12:000
Aggiornamento : 17:56

Attenzione ai ragazzi terribili, ma anche al monegasco rosso

Tutto è pronto per la tappa più iconica della stagione di Formula 1, tra yacht e starlette

Cabala e ricorrenze, chi parte primo ha (più di) mezza vittoria in tasca.

di Redazione
Umberto Zapelloni

MONTE CARLO - È la Settimana Enigmistica dei circuiti di Formula 1. Vanta decine di imitazioni in giro per il mondo, ma nulla potrà mai avere il fascino del Gran premio di Monaco, che questa settimana tornerà nel calendario del Mondiale dopo essersi fermato soltanto per colpa del Covid. Non ci sono altri circuiti cittadini come quello tra le vetrine dei gioiellieri e gli yacht di Monte Carlo.

Il fascino della più anacronistica delle gare del Mondiale resta intatto anche quest’anno, che tutt’attorno non ci saranno le solite feste e da Cannes non arriveranno le stelle del cinema a sfilare sullo schieramento di partenza. Anche il Principe indosserà i guanti (quelli verdi da chirurgo come ha già fatto nella gara di Formula E) nel momento della premiazione, quando servirà spumante italiano ai tre ragazzi sul podio. Montecarlo è la gara che tutti vorrebbero vincere una volta in carriera perché fa curriculum da sola come un Mba in una prestigiosa università. Il re di Monaco è Ayrton Senna, che vi ha conquistato cinque pole e sei vittorie smarrendo la settima per un incidente da principiante alla curva del Portier mentre probabilmente si stava annoiando in testa alla gara. Era il 15 maggio 1988, e il giorno prima aveva regalato al mondo quello che rimane il miglior giro da qualifica effettuato a Monaco. Non tanto per il tempo (1’23”998) ma per il distacco (oltre 1”4) che riuscì a rifilare al suo compagno di squadra Alain Prost. Il record della pista, stabilito da Verstappen nel 2018, è ormai di 1’14”260, ma quella prestazione di Senna resta la madre di tutte le imprese sulla pista del Principato.

Chi parte in pole ha vinto 12 volte negli ultimi 20 anni. Aiuta, ma poi devi essere bravo a non sbagliare perché la differenza tra Monaco e le altre piste è che qui i famigerati track limits sono muri o guard-rail. È una pista dove il pilota può fare la differenza, ma non i miracoli. È la grande occasione per l’unico pilota di casa che abbia mai fatto suonare l’inno su una pista di Formula 1: Charles Leclerc. La cabala racconta che nei precedenti quattro Gran Premi di Monaco corsi il 23 maggio una Ferrari è sempre salita sul podio: Ickx (1971), Pironi (1982), Alesi (93) e Barrichello (2004). Il podio è l’obiettivo massimo per la Ferrari di oggi e Monaco è la grande occasione. Hamilton e Verstappen lotteranno per la vittoria. Lewis ne ha già portate a casa tre e nella sua caccia ai record sa bene che la prossima sarà la numero 99. Ma anche per Max questa è una grande occasione, deve ancora rifarsi dall’errore del 2018 quando fu Ricciardo a vincere con una Red Bull imprendibile. Sarà il weekend dei ragazzi terribili?

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Commenti
 
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cle72 4 mesi fa su tio
Senna con Niki Lauda due piloti al di sopra di tutti gli altri. Forse gli ultimi grandi campioni, prima dell'arrivo delle monoposto comandate e gestire interamente dai box. Oggi i piloti sono delle semici comparse e strapagati. Dei business man occupati a promuovere la loro immagine a forza di sponsor ecc ecc. F1 moderna = noia mortale!
F/A-19 4 mesi fa su tio
@cle72 Lauda poi mi ricordo quando si era ripresentato a pochi giorni dal rogo con la pelle bruciata che gli si appiccicava al casco, campioni veri quelli....., in più sapevano che rischiavano la vita ad ogni gara, eppure erano lì, avversari in pista ed amico fuori, pronti anche ad aiutarsi. Altri tempi, altri valori, erano sicuramente dei Signori, sicuramente dei guerrieri.
mastermi 4 mesi fa su tio
Senna, re di Monaco !!
Aka05 4 mesi fa su tio
Senna... WHAT ELSE ?
F/A-19 4 mesi fa su tio
Senna quindi è il re del circuito è sempre Senna è riuscito a dare quasi 1,5 secondi a Prost con la stessa vettura, ciò fa capire la caratura di questo fuoriclasse. La stessa differenza la di può vedere tra Verstappen e Perez, uno sempre molto più avanti dell’altro. Non si può dire la stessa cosa tra i piloti Mercedes che più o meno vanno a contendersi la pole a gare alterne. Da qui si deduce che Hamilton non è poi quel gran fenomeno, cosa che sostengo da sempre.
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