«Partita dopo partita, vogliamo scrivere la storia del Thun»

Mauro Lustrinelli è il timoniere di una squadra che da neopromossa sta dominando la Super League. Al titolo non pensa, ma ci confessa: «Stiamo facendo qualcosa di eccezionale»
Mauro Lustrinelli è il timoniere di una squadra che da neopromossa sta dominando la Super League. Al titolo non pensa, ma ci confessa: «Stiamo facendo qualcosa di eccezionale»
THUN - Il calcio sa raccontare grandi storie. Vittorie epiche. Momenti iconici. Imprese inaspettate. Come il miracolo di Berna nel 1954. O le favole del Kaiserslautern nel 1998 e del Leicester nel 2016. Dieci anni dopo la storia potrebbe ripetersi. Una favola moderna plasmata dal piccolo Thun che da neopromossa al momento può vantare ben dieci punti di vantaggio sul secondo posto in classifica. «Stiamo effettivamente facendo qualcosa di fuori dal comune. Di fantastico ed eccezionale», ammette Mauro Lustrinelli, allenatore dei biancorossi da luglio del 2022.
Circolo virtuoso - Ma qual è il segreto di questo Thun straripante che vanta il miglior attacco e la miglior difesa dell'intera Super League? «Non c'è un segreto vero e proprio», precisa il coach 49enne. «È la somma di diversi fattori: la continuità nel lavoro, la fame e la giusta mentalità del gruppo, l'attitudine a voler diventare sempre migliori e i chiari principi di gioco e organizzazione». E poi ci sono le vittorie... «Sì, quelle aiutano sempre. Perché danno fiducia. E vanno a creare un circolo virtuoso».
Continuità - Un circolo virtuoso che non si è interrotto. Nemmeno con le 3 sconfitte in 4 partite subite dal 22 novembre al 13 dicembre. Quando alcuni davano il Thun ormai in fase calante. «È una cosa che sento dire da tempo. Praticamente dopo ogni partita», sorride Lustrinelli. «Ma quelle sconfitte fanno parte di un processo di crescita. Abbiamo comunque dimostrato di avere una continuità fantastica. Negli ultimi due anni abbiamo vinto un sacco di partite. E questo è importante. Così come la resilienza manifestata da tutta la mia squadra nei momenti di difficoltà».
Budget non paragonabili - Parlando di difficoltà, alcuni giocatori, pensiamo a Kastriot Imeri (4 gol e 5 assist in campionato), sono letteralmente rinati con la maglia del Thun. Mentre altri, come Leonardo Bertone (7 reti) ed Elmin Rastoder (9 gol e 4 assist), stanno semplicemente facendo la stagione della vita. Altre piccole favole... «È chiaro che se guardiamo la struttura societaria e il budget non possiamo assolutamente competere con realtà come quelle del Basilea, dello Young Boys e dello stesso Lugano», ammette Lustrinelli. «Loro hanno disponibilità finanziarie nettamente superiori e hanno la possibilità di acquistare giocatori con maggior valore di mercato».
Super League, i valori delle rose a confronto: 1. Young Boys (68.48 milioni), 2. Basilea (59.65 mio), 3. Lugano (45.98 mio), 4. San Gallo (34.23 mio), 5. Losanna (30.83 mio), 6. Lucerna (26.25 mio), 7. Grasshopper (21.83 mio), 8. Zurigo (21.30 mio), 9. Sion (18.80 mio), 10. Servette (18.58 mio), 11. Thun (15.63 mio), 12. WInterthur (9.43 mio).
Dati da Transfermarkt
Il gruppo davanti a tutto - Insomma, a Thun con un budget tra i 12 e i 15 milioni di franchi, si fa di necessità virtù, puntando soprattutto sullo spirito di gruppo. «Questa mentalità e questa fame le abbiamo acquisite giorno per giorno nel nostro processo di crescita. Ognuno ha un ruolo definito all'interno del gruppo. Ognuno si sente parte del progetto. Anche quei giocatori che giocano di meno, ma che danno il massimo sia in allenamento sia quando vengono chiamati in causa. E questo è fondamentale».
Obiettivo primi sei - La forza del gruppo che migliora il singolo. La forza del gruppo come impulso trainante. Spesso è così che vengono scritte le storie più epiche. «Ogni tanto succede, ma solo quando all'interno dello spogliatoio c'è un intento condiviso che ti fa creare qualcosa di inimmaginabile». Inimmaginabile, certo. Perché neppure Lustrigol si attendeva di essere là. A più dieci sulla seconda. «Noi a inizio stagione ci eravamo comunque posti l'obiettivo di entrare nei primi sei», ci confida il mister. «Ma già lì in tanti avevano storto il naso: "Cominciate a salvarvi", dicevano. Però all'interno del gruppo avevamo già la visione che il Thun non dovesse accontentarsi solo della salvezza, bensì ambire ad arrivare regolarmente nei primi sei».
«Partita per partita» - Ora che quell'obiettivo è (ampiamente) raggiunto, bisogna però guardare oltre. Tanto più che Football Meets Data - una piattaforma di statistica applicata al calcio - dà il 75% di possibilità al Thun di vincere il campionato. «Fosse anche solo l'1% per me è una soddisfazione», scherza l'allenatore bellinzonese. «Ma bisogna essere realisti. Mancano ancora 15 partite e 45 punti. Essere a più 10 non è male, ma nel 2010 quando giocavo nell'YB eravamo a +15 e arrivammo secondi lo stesso». Lustrinelli, quindi, predica calma. «Al momento non pensiamo troppo al titolo. Prendiamo partita dopo partita. Siamo sicuramente contenti e orgogliosi di quello che stiamo costruendo e del viaggio che stiamo facendo. E vogliamo viverlo di giorno in giorno. Poi alla fine tireremo le somme».
Ricordi passati - Insomma, dopo il primo Thun dei miracoli - quello che arrivò secondo e che raggiunse la Champions League nella stagione 2005-2006 grazie anche alle reti di... Lustrinelli - nell'Oberland ci si vuole riprovare. Ma stavolta con un esito diverso. «Dopo vent'anni - conclude il 49enne - abbiamo la possibilità di scrivere un altro eccezionale pezzo di storia. E per il Thun sarebbe qualcosa di fantastico».








