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Laura Barriales: «Io con il Ticino nel cuore: felicissima che i miei figli crescano qui»

LUGANOLaura Barriales: «Io con il Ticino nel cuore: felicissima che i miei figli crescano qui»

23.03.23 - 06:30
La showgirl, molto nota nel mondo sportivo, a tutto tondo: «Sono una madre all’antica ma molto presente. I social e i messaggi mi stressano»
Tio/Davide Giordano
Laura Barriales: «Io con il Ticino nel cuore: felicissima che i miei figli crescano qui»
La showgirl, molto nota nel mondo sportivo, a tutto tondo: «Sono una madre all’antica ma molto presente. I social e i messaggi mi stressano»
«I calciatori di oggi ti mettono in soggezione. E quando non sono titolari, vogliono che la propria squadra perda».
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LUGANO - Da Léon, città spagnola in cui nacque il 18 settembre 1982, a Lugano passando per l'Italia. Già in tenera età Laura Barriales aveva capito che il mondo che voleva inseguire era quello della moda. Un mondo che le ha aperto una miriade di porte e dal quale è stata "pescata" da svariati programmi televisivi sportivi della vicina Penisola, dove si è fatta sempre apprezzare. Un lungo viaggio che in questi anni l'ha infine fatta planare nel nostro cantone, nel quale vive con il marito Fabio e i figli Melania e Romeo. 

Nonostante i tanti cambiamenti, nella vita di Laura lo sport è sempre rimasta una componente fondamentale. «Proprio così! Pratico boxe con Ruby Belge, che mi distrugge, ma allo stesso tempo mi aiuta a sfogarmi. Da quando faccio pugilato litigo molto meno con mio marito (ride, ndr). È una terapia…».

…e lo sport in TV?
«Prima di più, adesso mi tocca guardare molto hockey dato che mio marito è appassionato. Senza dimenticare lo sci, che mi rilassa. E poi il calcio, da latina ce l’hai nel sangue, ma in Italia ci sono troppi 0-0. In Spagna è più emozionante».

In carriera hai spesso lavorato a stretto contatto con i calciatori. Come sono? Viziati? Se la tirano?
«È una bellissima domanda. Quando facevo le interviste generalmente i giocatori erano molto amichevoli. Non mi piaceva parlare di tatticismi e coloro che venivano da me mi vedevano come un’amica. Ci sono evidentemente diversi profili, come i Zanetti, i Maldini, e i Del Piero che non hanno niente a che vedere con i giocatori del giorno d’oggi».

Cosa intendi nello specifico?
«Sono soprattutto i più giovani che ti mettono in soggezione. Quelli che valgono, secondo me, non hanno bisogno di tirarsela, ma questo vale per tutti i lavori. Vi faccio un esempio: in passato ho condotto "Squadra Mobile" su Canale 5 e sul set c’erano gli attori che si lamentavano continuamente. Proprio di fianco a noi a lavorare c’era una certa Cameron Diaz che mangiava la schiscetta per terra. Questo per dire che anche nel mondo del cinema succede così: gli attori che sono al top non pretendono, quelli che non hanno fatto ancora niente invece pretendono».

Ci racconti un aneddoto?
«Solo uno? Se raccontassi tutto… Sono tanti gli aneddoti. Ma uno posso raccontarlo. Una volta ho chiesto a Pogba quale musica fosse solito ascoltare nelle cuffie. Sinceramente ero convinta che fosse qualche canzone stile "tuz tuz" ed invece la sua risposta è stata "Salsa e Merengue". Mi ha fatto un sacco ridere, tanto che poi abbiamo iniziato a ballare insieme».

Recentemente hai dichiarato che i giocatori, quando sono in panchina, sperano che la loro squadra perda. È davvero così?
«Sì e lo sanno tutti, soprattutto le mogli. Se non giochi e la squadra vince, finisci per sentirti inutile. Anch’io sarei così…».

Fra le altre cose che hai detto c'è anche la seguente affermazione: “A Lugano non ho paura lasciare il passeggino incustodito”. In Ticino si sta così bene?
«Sì, ed è una delle cose che ho detto quando ho fatto la richiesta del passaporto. È un aspetto raro da trovare in un Paese, ma qui è davvero così. In Svizzera c'è tutto: la libertà, la sicurezza, la natura, i laghi e la vicinanza al mare. Le persone sono molto diverse tra cantone e cantone e anche il cibo cambia completamente a dipendenza di dove ti trovi».

I social nella tua vita sono indispensabili?
«A voi di Tio/20minuti ho risposto dopo 2-3 giorni e non è da me. Dal momento in cui sei mamma di due figli risulta però molto difficile avere sempre il cellulare con sé. Quando vedo le influencer attaccate costantemente al telefono non so come facciano. Stare tutto il tempo collegate per me è uno stress e soltanto vedere i messaggi mi stressa. Prima non era così. A volte mi chiedo, ma chi mi segue che interesse ha di sapere che sono al Ciani a dare da mangiare alle papere?».

Con la cucina come te la cavi?
«Chi mi conosce sa che non so neppure rompere un uovo. Ho sempre vissuto con persone che cucinavano per me. Quando è capitato di dividere il mio appartamento con altra gente ho subito messo in chiaro “Tu cucini, io pulisco”. Anche adesso con mio marito è così. La cucina è un tabù».

E come hai fatto quando hai partecipato a Celebrity Masterchef?
«Mi sono ritirata presto. Mi hanno preso, ma la prima prova consisteva nello spennare una gallina.  Non l’ho fatto perché non sono in grado, tutti gli animalisti mi hanno applaudito. Cannavacciuolo invece mi ha detto: "Dai anche mia nonna spennava le galline"».

Che mamma è Laura Barriales?
«All’antica. Sono una madre molto presente perché penso che debbano essere i genitori a educare i bimbi e non le scuole. Viviamo in una società dove tutto è permesso e dove sgridare un bambino praticamente non si può più. Io ricordo che quando ero piccola guardavo mia mamma e avevo paura. Così voglio essere, sebbene sia la prima a cui piaccia divertirmi con i bimbi. Gioco spesso con loro, non soltanto con i miei. Ma la disciplina è importante».

Mare o montagna?
«Vacanza al mare, weekend in montagna».

Sushi o pizza?
«Pizza»

Polenta o risotto?
«Risotto, da spagnola quando penso al riso mi viene in mente la paella».

Ambrì o Lugano?
«Lugano ovviamente».

Se c'è Svizzera-Italia chi tifi?
«Sul fronte italiano conosco praticamente tutti i giocatori in campo, visti i miei trascorsi lavorativi. Quindi si tifa sempre per gli amici, ma anche per il Paese del proprio cuore... Difficile dunque. Per questo dico Spagna (ride)».

Birra o vino?
«Tutta la vita vino».

Un pregio?
«La semplicità».

Un difetto?
«Sono insopportabile, perché sono al massimo nel bene e nel male».

Hai qualche fobia?
«Ho paura della morte e della noia».

Cosa vuoi dire ai ticinesi?
«All’inizio quando sono arrivata mi sono detta “Sono strani”. Guardavo il lago e cercavo di intrattenermi con la gente, ma le uniche conversazioni erano “Oggi hanno dato sole e invece piove”. Parlavo con i muri, ero un pitbull con mio marito. In generale voi ticinesi date poca confidenza alle persone che non conoscete e non aprite il vostro cuore a tutti, ma quando lo fate siete unici e siete fantastici... Negli anni ho conosciuto delle persone squisite e sono contenta che i miei figli siano ticinesi e che possano crescere con questa mentalità».

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COMMENTI
 

Anti ch 1 anno fa su tio
Si crede l'unica topa sulla terra zero voti

Boss 1 anno fa su tio
naturale

Anti ch 1 anno fa su tio
Risposta a Boss
🤣🤣🤣🤣🤣🤣

italo luigi 1 anno fa su tio
Brava e grazie!

Frankeat 1 anno fa su tio
Preparata, spontanea, non arrogante, sorridente e, non fa mai male, anche una bella donna.

Brus Uillis 1 anno fa su tio
OOOOOOhhh che intervista interessante....

Panoramix il Druido 1 anno fa su tio
Laura è una delle poche "showgirls" che apprezzo. Spontanea, simpatica, intelligente, mai caciarona e per nulla vogare.
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