Fortezza di Bellinzona: alcune precisazioni sul progetto di valorizzazione

Karim Spinelli
In relazione al progetto di valorizzazione delle fortificazioni di Bellinzona, iscritte nel patrimonio mondiale UNESCO, può essere utile richiamare alcuni elementi che consentono di inquadrare correttamente la portata dell’intervento.
È evidente che i tre castelli – Castelgrande, Montebello e Sasso Corbaro – rappresentano da sempre un simbolo identitario della nostra città e continueranno naturalmente a essere chiamati “Castelli”. Al tempo stesso è opportuno ricordare che la Fortezza di Bellinzona non coincide unicamente con i tre castelli, ma comprende l’intero sistema fortificato medievale – mura, torri e opere difensive – riconosciuto quale patrimonio mondiale UNESCO. In questo senso appare comprensibile che il messaggio municipale, trattando il credito destinato alla valorizzazione dell’intero comparto, faccia riferimento alla Fortezza nel suo insieme.
Per quanto concerne la denominazione, è sufficiente consultare il sito dell’UNESCO, che descrive il complesso come “Trois châteaux, muraille et remparts du bourg de Bellinzone”. I castelli ne costituiscono parte integrante e rappresentano un patrimonio storico di straordinario valore che la Città intende ulteriormente valorizzare anche sotto il profilo culturale e turistico.
In numerosi siti storici analoghi l’accesso ad alcune aree è regolato tramite biglietto – basti pensare al Castello di Chillon, al Castello Sforzesco o al Castello di Neuschwanstein – senza che ciò metta in discussione il loro carattere pubblico o il forte legame con la popolazione.
Va inoltre ricordato che il credito complessivo di circa 19 milioni di franchi destinato alla valorizzazione del complesso non è sostenuto unicamente dalla Città: circa 8 milioni sono previsti a carico del Cantone, circa 2–4 milioni della Confederazione e circa 4,5 milioni della Città, ai quali si aggiungono circa 3,5 milioni già previsti nel progetto di aggregazione del Bellinzonese.
Come emerso nelle discussioni relative al progetto, per i cittadini domiciliati a Bellinzona e per le scuole verosimilmente non dovrebbe essere previsto alcun pagamento.
Si tratta dunque di un investimento condiviso tra più livelli istituzionali volto a tutelare e valorizzare un patrimonio storico unico, che appartiene non solo alla nostra città ma all’intero territorio.



