Locarnese fermo al palo: i ritardi infrastrutturali penalizzano turismo, economia e competitività

Luca Panizzolo consigliere comunale
LOCARNO - Da troppi anni il Locarnese continua a pagare il prezzo dell’immobilismo politico sul tema del collegamento autostradale. Una situazione che non può più essere sottovalutata e che incide in modo diretto sull’attrattività del territorio, sulla qualità della mobilità e sulla competitività dell’intera regione.
Oggi il settore turistico è cambiato profondamente. Sempre più spesso si tratta di un turismo breve, fatto di prenotazioni all’ultimo momento e di soggiorni “mordi e fuggi”, dove la rapidità degli spostamenti e la facilità di accesso diventano elementi decisivi nella scelta della destinazione. In questo contesto, un Locarnese difficilmente raggiungibile e regolarmente confrontato con problemi di traffico e tempi di percorrenza eccessivi rischia di risultare meno attrattivo rispetto ad altre regioni meglio collegate.
Le conseguenze, tuttavia, non si fermano al turismo. A subire i contraccolpi di questa situazione sono anche l’industria, l’artigianato, il commercio e più in generale tutte le attività economiche del comprensorio. Tempi di trasporto troppo lunghi, spostamenti difficoltosi e congestione viaria incidono infatti sui costi, sull’organizzazione del lavoro, sulla puntualità delle consegne e sulla capacità delle imprese locali di essere realmente concorrenziali. In altre parole, il ritardo infrastrutturale continua a rappresentare un handicap concreto per il tessuto economico del Locarnese.
In attesa che la politica trovi finalmente il coraggio e la capacità di dare una risposta seria e definitiva a questo dossier, vi sono però anche misure pragmatiche che i Comuni del Locarnese potrebbero valutare già oggi. Una di queste, nei limiti consentiti dalla legge e nel rispetto delle normative sugli appalti pubblici, consiste nel valorizzare maggiormente il ricorso a ditte locali per lavori e servizi da svolgere sul territorio.
Una scelta di questo tipo permetterebbe, almeno in parte, di contenere il traffico, riducendo l’entrata nel Locarnese di imprese esterne per prestazioni che potrebbero essere eseguite da aziende della regione. Allo stesso tempo, si favorirebbe una maggiore circolazione economica interna, sostenendo il lavoro locale, mantenendo posti di impiego sul territorio e generando ricadute positive anche sul piano fiscale.
Anche i privati, nel limite del possibile, possono contribuire in questa direzione, privilegiando artigiani, professionisti e aziende del Locarnese. Scegliere il tessuto economico locale significa infatti non solo sostenere le attività della regione, ma anche ridurre spostamenti evitabili, favorire interventi più rapidi e mantenere ricchezza e valore aggiunto all’interno del comprensorio.
Il punto centrale resta però politico. Da anni il Locarnese attende risposte concrete su un tema strategico per il proprio sviluppo. E mentre il dibattito si trascina, il territorio continua a perdere competitività, attrattiva e opportunità. Non si tratta più soltanto di un problema viario, ma di una questione economica, turistica e territoriale che incide sul futuro dell’intera regione.
È dunque legittimo chiedere che il dossier venga finalmente affrontato con la serietà e la determinazione che merita, mettendo fine a decenni di rinvii e indecisioni che continuano a danneggiare il Locarnese.
Luca Panizzolo consigliere comunale



