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Il fardello della Corona

Si è conclusa con la sesta stagione la saga di "The Crown": luci e ombre di una serie storica
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Si è conclusa con la sesta stagione la saga di "The Crown": luci e ombre di una serie storica
SAVOSA - La sesta (e ultima) stagione di "The Crown" è disponibile su Netflix da qualche giorno nella sua interezza. La scelta di dividerla in due tronconi (i primi quattro episodi sono stati pubblicati a metà novembre) non ha fatto altro che mostr...

SAVOSA - La sesta (e ultima) stagione di "The Crown" è disponibile su Netflix da qualche giorno nella sua interezza. La scelta di dividerla in due tronconi (i primi quattro episodi sono stati pubblicati a metà novembre) non ha fatto altro che mostrare quanto il capitolo conclusivo della saga ideata da Peter Morgan sia poco organico e viva su temi e momenti separati.

La prima parte è incentrata su Diana, tanto che Elisabetta II appare come uno dei tanti comprimari che vengono travolti dall'uragano di gossip e tragedia che esplode intorno alla "Principessa del popolo". La regina torna al centro della narrazione in vari episodi della seconda tranche - probabilmente i migliori, nei quali si ribadisce che il destino di una Sovrana (la maiuscola non è casuale) è quello di servire la nazione, costi quel che costi. Anche immolando la propria personalità per un bene superiore: quello del popolo.

Il resto è dedicato principalmente ai turbamenti esistenziali dei figli di Diana e Carlo dopo la morte della madre e specialmente su William si spendono puntate su puntate. La sceneggiatura (criticatissima in patria) fa risalire l'attuale crepa tra il principe di Galles e Harry già a quegli anni giovanili. Sarà vero? Forse no, così come moltissimi altri elementi non corrispondono alla realtà e sono stati riadattati a scopi narrativi - e non è il caso di sottolineare nuovamente che "The Crown" è fiction, non un documentario.

Come già accennato, il difetto della sesta stagione è l'aver cercato di sviluppare troppe sottotrame. In alcuni momenti si perde il focus e si naviga a vista, con passaggi francamente noiosi e prolissi. Manca inoltre un senso di chiusura definitiva e si arriva all'episodio finale (tranquilli, niente spoiler), con la sensazione che si sarebbe potuta benissimo fare un'ulteriore stagione, che avrebbe traghettato la famiglia dall'era dei tabloid e di Tony Blair a quella dei social e verso l'inevitabile destino. Ma sappiamo che così non sarà, a meno di clamorose sorprese.

Arrivati al punto conclusivo, quale giudizio dare di "The Crown"? La qualità e la bellezza della serie, la più completa che abbia mai trattato la Royal Family britannica, si sono via via perdute per strada. I personaggi, così veri e sfaccettati all'inizio, sono diventati sempre più vuoti. Al suo meglio è grande, grandissima televisione, ma in molti frangenti (specialmente nelle ultime stagioni) sembra di aver a che fare con una soap opera. La più sfarzosa, ad alto budget e meglio recitata di sempre, ma sempre una soap opera.

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