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MUSICALe porte della Royal Albert Hall si spalancano per Kety Fusco

11.11.22 - 06:30
Un sogno che diventa realtà per la musicista ticinese: il 3 marzo presenterà il nuovo album in un tempio della musica
SEBASTIANO PIATTINI
Le porte della Royal Albert Hall si spalancano per Kety Fusco
Un sogno che diventa realtà per la musicista ticinese: il 3 marzo presenterà il nuovo album in un tempio della musica

BELLINZONA - Il 3 marzo 2023 Kety Fusco presenterà il suo nuovo album "The Harp, Chapter I". È la location che rende speciale l'evento: l'arpista ticinese si esibirà alla Royal Albert Hall di Londra, autentico luogo di culto per i cultori della musica (e anche del cinema, grazie ad Alfred Hitchcock). Quel venerdì di fine inverno le porte della Elgar Room si apriranno alle 21 e, mezz'ora dopo, nella sala risuoneranno le note dell'arpa di Kety.

Cosa si prova a sapere che presenterai il tuo nuovo album in una delle sale da concerti più prestigiose del mondo?
«Quando ho ricevuto l'e-mail dai miei manager non ci potevo credere: la Royal Albert Hall mi chiedeva di presentare lì il mio nuovo album. Fin da bambina, ho sempre sognato di fare la concertista e di raggiungere sale prestigiose e questo è il coronamento di un sogno. Non smetto mai di credere che quello che faccio abbia senso di esistere e che sia importante. Fa parte della mia motivazione: quando compongo, quando penso a un videoclip, alla scenografia di luci e di proiezioni per gli show, ai miei outfit... Cerco sempre di rispondere alla domanda: tutto questo ha senso di esistere?». 

Difficile suonare in una location più entusiasmante: te lo saresti immaginato agli inizi della tua carriera?
«Dopo essermi laureata al Conservatorio ero completamente persa in un limbo: avevo ricevuto un'ottima istruzione, ma non i mezzi per poter vivere del mio mestiere. Suonare alla Royal Albert Hall era uno di quei sogni che ho scritto due anni fa sulle note del mio iPhone. L'ho lasciato lì, mentre lavoravo giorno dopo giorno per costruirmi la mia carriera da musicista solista. Diciamo che non ho mai pensato di non potercela fare, ma sicuramente non pensavo che sarebbe successo così presto».

Che album sarà "The Harp, Chapter I"?
«"The Harp" è un'esplorazione contemporanea dell'arpa in tutte le sue forme, sia sonore che strutturali. Il Capitolo I è la prima parte che presenterò su vinile e racconta il suono dell'arpa dalla tradizione classica all'evoluzione digitale. L'obiettivo principale resta quello di dare voce all'arpa attraverso una melodia che comandi la composizione. Il vinile si conclude con la totale decostruzione dell'arpa con suoni noise e ritmi selvaggi». 

Come si deve approcciare l'ascoltatore?
«"The Harp, Chapter I" è un'esperienza. Immaginate di vedere l'arpa al contrario e che il contrario sia la giusta direzione dello strumento... Immaginate, da non arpisti, di strofinare il dito sulle corde dell'arpa e di sapere che quel suono ha un significato reale. Mi piacerebbe che l'arpa aprisse i confini della mente e che si aprissero nuove soluzioni creative per gli strumentisti e non. Sto progettando anche di dare una nuova forma all'arpa, più contemporaneo, e vorrei che tutti abbiano la possibilità di avvicinarsi a esso, senza spaventarsi all'idea che è lo strumento più difficile al mondo da imparare a suonare». 

Come procede il tuo percorso di "rivoluzione" della musica per arpa?
«Diciamo che sto realizzando che non avrò abbastanza tempo nella mia vita per portarlo a termine... Quindi mi dispiace un po' non poter vivere almeno 150 anni per finirlo del tutto. Ho iniziato questa ricerca con l'arpa perché ne sentivo il bisogno, per trovare il mio posto nel mondo. Spero che questo mio approccio possa influenzare soprattutto le nuove generazioni a spingersi oltre quella che è l'apparenza delle cose. Bisogna osare, essere curiosi e non avere paura di sbagliare, di ricevere critiche: quando a un mio concerto sento che le persone hanno dei dubbi, allora sono sicura di aver centrato l'obiettivo».

Hai già pensato all'outfit per il concerto del 3 marzo?
«Sì ma... non ve lo dico!».

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