Woody Allen: «Putin ha torto, ma i legami artistici non vanno interrotti»

«La guerra che ha provocato è spaventosa - ha detto il regista - ma non penso che tagliare le conversazioni artistiche sia un modo per aiutare».
MOSCA/NEW YORK - Il regista statunitense Woody Allen, duramente criticato dall'Ucraina per aver preso parte in linea alla Settimana internazionale del cinema di Mosca, ha negato che il suo intervento sia stato un modo per «coprire» le responsabilità della Russia nel conflitto in Ucraina, ma ha affermato che non bisogna «interrompere le conversazioni artistiche».
«Per quanto riguarda il conflitto in Ucraina - ha sottolineato in una dichiarazione al quotidiano britannico The Guardian il regista e attore americano quattro volte Premio Oscar - credo fermamente che (il presidente russo) Vladimir Putin abbia totalmente torto. La guerra che ha provocato è spaventosa. Ma qualunque cosa i politici abbiano fatto, non penso che tagliare le conversazioni artistiche sia un modo per aiutare».
Allen ha partecipato l'altro ieri a una conversazione in linea con il regista russo Fyodor Bondarchuk, autore di pellicole patriottiche quali Stalingrad e figlio di Serghei Bondarchuk, Premio Oscar nel 1968 per il film Guerra e Pace.
Durante la conversazione l'ospite statunitense ha avuto parole di elogio per il cinema russo e per la vita a Mosca e San Pietroburgo.
Il ministero degli esteri ucraino ha condannato la partecipazione di Allen al festival moscovita definendola «una vergogna e un insulto al sacrificio di attori e registi ucraini uccisi o feriti dai criminali di guerra russi nella loro guerra in corso contro l'Ucraina».




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