"Morte all'America", in migliaia ai funerali di Khamenei

Esequie di Stato iniziate nella capitale iraniana, attese milioni di persone. Assente Mojtaba per ragioni di sicurezza
TEHERAN - “Morte all’America”, “Vendetta, vendetta”, “#KillTrump”: sono alcuni dei cori scanditi dalle migliaia di persone radunate nel cortile della Grande Moschea di Teheran per le esequie di Stato di Ali Khamenei. La cerimonia si è trasformata in una manifestazione di lutto e fedeltà al regime della Repubblica islamica, accompagnata da slogan contro gli Stati Uniti e Israele, mentre negli Usa si celebrano i 250 anni dell’indipendenza.
A quattro mesi dai raid israelo-americani che hanno ucciso la Guida Suprema, i funerali sono iniziati ufficialmente nella capitale. Le autorità li presentano come la più grande cerimonia funebre della storia dell’Iran. Fin dalle prime ore del mattino, prima dell’annuncio della tv di Stato intorno alle 6 locali (le 4.30 in Svizzera), una folla vestita di nero si è riversata nella Moschea Mosalla, dove la bara è esposta in una teca trasparente con il turbante nero. Accanto, le spoglie di alcuni familiari uccisi nello stesso attacco.
Assente nella prima giornata Mojtaba Khamenei, indicato come attuale Guida Suprema. Secondo fonti citate dal New York Times, avrebbe espresso il desiderio di partecipare alla cerimonia prevista il 9 luglio al santuario dell’Imam Reza a Mashhad, ma le forze di sicurezza temono possibili attentati o tentativi di tracciamento dei suoi spostamenti. Ferito negli attacchi che hanno ucciso il padre, non è più apparso in pubblico e comunica solo con dichiarazioni scritte.
Oltre al valore simbolico interno, Teheran punta a usare i funerali come dimostrazione di forza nel contesto dei negoziati con gli Stati Uniti, sospesi durante le cerimonie. Secondo Al Arabiya, il prossimo round è previsto l’11 luglio in Pakistan e affronterà sanzioni, fondi congelati e programma nucleare. Donald Trump ha dichiarato ad Axios di seguire gli eventi, confermando lo stop ai colloqui e commentando la partecipazione popolare.
Le autorità iraniane puntano su una mobilitazione massiccia: il comune di Teheran riferisce che nel primo giorno 2,2 milioni di persone hanno utilizzato la metropolitana per raggiungere i luoghi delle esequie, mentre la partecipazione complessiva attesa è tra i 15 e i 20 milioni. Nella capitale sono state allestite centinaia di tende e punti di distribuzione d’acqua. Presenze internazionali arrivano soprattutto da Paesi e movimenti vicini a Teheran, mentre gran parte degli Stati europei è assente.
La bara resterà esposta fino a lunedì nella Grande Moschea, quindi sarà portata in processione per le vie della capitale e successivamente in altre città dell’Iran e dell’Iraq. La sepoltura è prevista giovedì a Mashhad, città natale di Khamenei.




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