Droni su San Pietroburgo, colpito un terminale petrolifero

Mosca denuncia centinaia di attacchi e minaccia ritorsioni. Putin a Trump: responsabilità condivisa sulla sicurezza globale
MOSCA - Un nuovo massiccio attacco di droni ucraini ha colpito San Pietroburgo, dove è stato centrato il territorio di un terminale petrolifero nel distretto di Kirovsky. Lo ha riferito il governatore Alexander Beglov, precisando che sulla città sono stati lanciati 72 droni e invitando i residenti a rimanere in casa fino al cessato allarme. Un velivolo senza pilota è caduto anche a Peterhof, nota località turistica sul Golfo di Finlandia. Non si segnalano vittime.
Secondo il ministero della Difesa russo, tra la sera di ieri e la mattinata di oggi le difese aeree hanno intercettato 494 droni ucraini, dieci missili da crociera a lungo raggio e nove razzi Himars. Mosca ha accusato diversi Paesi europei e altri sostenitori di Kiev di avere un ruolo negli attacchi. Le autorità russe hanno avvertito che le azioni contro obiettivi civili non resteranno senza risposta.
Dal canto suo, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rivendicato operazioni contro infrastrutture energetiche e militari, sostenendo che gli attacchi hanno colpito anche Kronstadt. Media ucraini riferiscono inoltre di incursioni nella Crimea occupata, con incendi segnalati a Kerch, Dzhankoi e Krasnoperekopsk.
Il nuovo scambio di attacchi si inserisce in un contesto di tensione crescente, dopo i recenti raid su Kiev e altre città ucraine. Mosca ha affermato di aver conquistato la città strategica di Kostiantynivka, nel Donetsk, un successo smentito da Zelensky che ha definito la notizia "un'ennesima menzogna". Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha ribadito la disponibilità a incontri a Mosca, non nella città contesa.
Nel frattempo Vladimir Putin ha inviato un messaggio al presidente statunitense Donald Trump in occasione del 250esimo anniversario dell'indipendenza americana, sottolineando la responsabilità condivisa di Russia e Stati Uniti nel mantenere la stabilità globale. Un segnale distensivo che contrasta con l'escalation militare sul terreno.




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