La Cina minaccia l'UE se il piano "Made in Europe" verrà adottato

Le tensioni commerciali tra Bruxelles e Pechino si intensificano mentre l'Ue valuta regole più stringenti sulla produzione industriale.
PECHINO - Pechino ha minacciato di intraprendere azioni contro l'Ue qualora questa adottasse una legge volta a reindustrializzare l'Europa, che considera discriminatoria, senza tenere conto delle posizioni cinesi. Il progetto di legge, noto come "Legge sull'accelerazione industriale", presentato il 4 marzo dalla Commissione europea, deve essere approvato dagli Stati membri e dal Parlamento europeo. Il Ministero del Commercio cinese ha dichiarato in un comunicato stampa di aver presentato le proprie osservazioni alla Commissione il 24 aprile ed espresso le proprie "gravi preoccupazioni".
"La Cina seguirà da vicino il processo legislativo" e "è pronta al dialogo", ha affermato il ministero. "Se l'UE ignorerà i suggerimenti della Cina e insisterà nell'adottare questo testo, danneggiando così gli interessi delle aziende cinesi, la Cina non avrà altra scelta che adottare contromisure", ha avvertito.
Secondo il vicepresidente della Commissione europea Stéphane Séjourné, il testo imporrebbe alle aziende operanti in settori considerati strategici di utilizzare "un certo numero o una certa percentuale di componenti critici di origine europea" quando ricevono fondi pubblici.
Il testo prende di mira l'industria automobilistica, le tecnologie energetiche a basse emissioni di carbonio (pannelli solari, batterie, pompe di calore, centrali nucleari, ecc.) e l'industria pesante. Pur non essendo esplicitamente nominata, la Cina sembra essere il bersaglio principale. Gli europei denunciano da tempo quella che considerano una concorrenza sleale da parte di aziende cinesi fortemente sovvenzionate.
Il testo, per il Ministero cinese, "impone numerose restrizioni agli investimenti esteri in quattro settori strategici emergenti: batterie, veicoli elettrici, fotovoltaico e materie prime critiche; stabilisce clausole esclusive di "origine Ue" negli appalti pubblici e nelle politiche di sostegno pubblico". "Gli investitori cinesi - conclude Pechino - subiranno discriminazioni".



