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FRANCIA
19.02.2021 - 11:000

Le baguette presto bene immateriale dell'UNESCO?

Lo chiedono a gran voce i panettieri, duramente colpiti dalla pandemia.

Ma non sono l'unico elemento nella lista francese: vi figurano anche i tetti di Parigi e la festa vinicola di Arbois.

PARIGI - La baguette potrebbe presto rientrare nei beni dell'UNESCO. Il famoso filoncino di pane, noto in tutto il mondo, è infatti uno dei tre elementi proposti al governo francese. La richiesta è arrivata direttamente dalla Confederazione dei panettieri francesi.

La baguette è uno di quei simboli che nell'immaginario collettivo rimanda direttamente alla Francia, e per decenni è stato quasi un rito per i cittadini, soprattutto per i bambini, che venivano mandati in panetteria a procurarsi il pane.

In Francia la baguette gode ancora di buona salute, tuttavia la concorrenza del pane, anche precotto, dei supermercati è sempre più insistente. E la pandemia non ha certamente contribuito al suo mercato.
Ogni giorno in Francia vengono venduti 6 milioni di baguette, ma dagli anni '50 sono circa 30'000 i panifici che hanno chiuso i battenti, stando ai dati della CNN. 

I panettieri sono convinti che se la baguette venisse annoverata nei beni immateriali dell'UNESCO, ciò permetterebbe anche di preservare tutti i suoi aspetti, e di proteggerla da un mercato sempre più aggressivo, che conta diverse imitazioni. 

La forma classica della baguette risale all'ottobre del 1920, quando i panettieri furono costretti e rivedere le forme delle pagnotte. Una legge infatti vietava il lavoro prima delle 4 del mattino, e una forma rotonda richiedeva troppo tempo per la cottura in vista della colazione. Venne così adottata una forma allungata, più facile da gestire.

Un decreto del 1993 ha stabilito che le baguette debbano avere solo quattro ingredienti: acqua, farina, lievito e sale. 

Tra i beni immateriali dell'UNESCO figurano già l'arte della pizza napoletana, così come la birra belga.

Gli altri due elementi francesi proposti sono i tetti parigini e la festa del vino di Arbois. Verso la metà di marzo la ministra francese della cultura dovrà fare una scelta tra queste opzioni, e proporla al presidente francese, che a sua volta la presenterà alla Commissione dell'Unesco. 


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