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VENEZUELA

I morti sono ormai quasi 4000

A distanza di settimane, il bilancio dei terremoti che hanno colpito il Venezuela continua ad aggravarsi
I morti sono ormai quasi 4000
AFP
Fonte Ats Ans
I morti sono ormai quasi 4000
A distanza di settimane, il bilancio dei terremoti che hanno colpito il Venezuela continua ad aggravarsi

CARACAS - Sale a 3'889 il bilancio delle vittime del doppio terremoto che il 24 giugno ha colpito il nord del Venezuela. Lo rende noto il governo in un comunicato, aggiornando il precedente bilancio di 3'811 morti.

Il numero dei feriti resta fermo a 16'740, mentre le autorità continuano a non fornire dati ufficiali sui dispersi. Le Nazioni Unite stimano che possano essere fino a 50'000, anche se altre valutazioni indicano un numero più vicino ai 30'000.

I due terremoti, di magnitudo 7,2 e 7,5, si sono verificati a distanza di 39 secondi e le possibilità di trovare superstiti sono ormai minime, mentre proseguono le ricerche dei corpi sotto le macerie.

L'ONU ha lanciato un appello internazionale per finanziare gli aiuti e la ricostruzione, mentre Caracas chiede lo sblocco degli attivi venezuelani congelati dalle sanzioni internazionali. Nelle aree più colpite del nord del Paese centinaia di edifici risultano crollati o gravemente danneggiati e migliaia di persone sono ospitate in rifugi temporanei.

Acqua scarsa, aumentano rischi sanitari
I rifugi sovraffollati, la carenza di acqua potabile e le interruzioni dell'assistenza sanitaria rappresentano i principali rischi per la salute pubblica dopo il doppio terremoto.

Lo ha affermato il direttore dell'Organizzazione panamericana della sanità (OPS), l'ufficio regionale dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) per le Americhe, Jarbas Barbosa, spiegando che l'agenzia, insieme al ministero della Salute venezuelano, sta monitorando l'eventuale comparsa di focolai di malattie respiratorie e gastrointestinali, con particolare attenzione agli oltre 80 centri di accoglienza per gli sfollati.

L'OPS ha inoltre avvertito del rischio di epidemie, compreso il colera, come avvenuto ad Haiti dopo il terremoto del 2010, in presenza di condizioni igienico-sanitarie precarie e di un accesso limitato all'acqua potabile.

L'agenzia ha sottolineato che il sistema sanitario venezuelano, già indebolito da anni di crisi economica, ha subito ulteriori difficoltà dopo il sisma, indicando come priorità il ripristino delle vaccinazioni e dei servizi sanitari essenziali.

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