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IRAN

«Pena capitale per altri quattro iraniani, tra cui una donna»

Organizzazioni per i diritti umani denunciano nuove pene capitali in Iran dopo le manifestazioni antigovernative.
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Fonte ats ans afp
«Pena capitale per altri quattro iraniani, tra cui una donna»
Organizzazioni per i diritti umani denunciano nuove pene capitali in Iran dopo le manifestazioni antigovernative.

TEHERAN - Le autorità iraniane hanno condannato a morte altre quattro persone, tra cui una donna, per le proteste del gennaio di quest'anno. Lo riferiscono diverse organizzazioni per i diritti umani.

I quattro sono stati condannati a morte da un tribunale rivoluzionario di Teheran presieduto dal famigerato giudice Imam Afshari, dopo essere stati riconosciuti colpevoli di aver compiuto azioni per conto degli Stati Uniti, hanno dichiarato in comunicati separati l'agenzia di stampa statunitense Human Rights Activists News Agency (Hrana) e il Centro Abdorrahman Boroumand. Erano stati accusati di aver lanciato blocchi di cemento da un edificio residenziale contro le forze di sicurezza nella capitale. Non è stato immediatamente chiarito quando sia stata emessa la sentenza.

I quattro condannati sono stati identificati come Mohammadreza Majidi-Asl e sua moglie Bita Hemmati, insieme ad altri due uomini, Behrouz Zamaninejad e Kourosh Zamaninejad, che vivevano nello stesso palazzo di Teheran della coppia. Si ritiene che Hemmati sia la prima donna a essere condannata a morte per le proteste. Il Centro Abdorrahman Boroumand ha affermato di credere anche che Hemmati sia la donna apparsa in un video trasmesso dalla televisione di stato a gennaio, mentre veniva interrogata personalmente dal capo della magistratura Gholamhossein Mohseni Ejei.

L'Iran ha già impiccato sette persone in relazione alle proteste che, secondo gli attivisti, sono state represse con una violenza tale da causare migliaia di morti e decine di migliaia di arresti. Le organizzazioni per i diritti umani accusano la Repubblica islamica di utilizzare la pena di morte come strumento di repressione per instillare paura nella società e temono che intensificherà le esecuzioni capitali in seguito alla guerra contro Israele e gli Stati Uniti.

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