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Il ciclone Harry ha colpito con una forza «senza precedenti»

Una stima provvisoria è di 740 milioni di euro
GUARDIA COSTIERA
Fonte Media italiani
Il ciclone Harry ha colpito con una forza «senza precedenti»
Una stima provvisoria è di 740 milioni di euro

PALERMO - Prosegue senza tregua il lavoro dei Vigili del Fuoco italiani dopo la violenta perturbazione che il 19 gennaio ha investito Calabria, Sardegna e Sicilia. Dall’inizio dell’emergenza sono già 2.800 gli interventi portati a termine dalle squadre impegnate su più fronti per fronteggiare gli effetti di mareggiate, vento e piogge intense.

In Calabria l’attenzione resta alta soprattutto lungo la fascia ionica. A Catanzaro Lido ruspe ed escavatori sono entrati in azione per liberare strade e aree urbane sommerse da sabbia e fango trasportati dal mare. In tutta la regione si contano oltre 600 interventi conclusi. Anche in Sardegna, in particolare nei territori orientali, l’emergenza non è ancora rientrata: sull’isola sono stati effettuati più di 500 interventi dall’inizio del maltempo.

Il carico di lavoro più pesante grava però sulla Sicilia, dove si è arrivati a 1.700 interventi, con circa 300 richieste ancora da evadere. Per farvi fronte, il dispositivo di soccorso è stato rafforzato con il richiamo in servizio di 100 unità. Le operazioni sono concentrate soprattutto nel Catanese, alle prese con dissesti statici, distacchi di intonaci e frontalini pericolanti, lamiere divelte e danni causati dalle infiltrazioni d’acqua.

Nelle isole Pelagie la situazione è drammatica. Il ciclone Harry ha colpito Lampedusa e Linosa con una forza definita «senza precedenti» dal sindaco Filippo Mannino, che parla di danni stimati in circa 17 milioni di euro e lancia un appello alle istituzioni regionali e nazionali. Onde fino a 12 metri hanno trasformato il mare in un muro d’acqua, provocando gravi cedimenti infrastrutturali. A Lampedusa preoccupa soprattutto la banchina commerciale, struttura vitale per l’isola e ora a rischio collasso, oltre ai danni ai moli e ai pontili che compromettono i collegamenti marittimi.

Ancora più critica la situazione a Linosa, dove la furia del mare ha cancellato interi tratti di viabilità, isolando l’isola al suo interno e rendendo difficili persino i soccorsi. Un quadro aggravato dall’assenza di un presidio dei vigili del fuoco e dalla presenza di un solo medico. Oltre alle infrastrutture pubbliche, ingenti i danni a pescatori, attività commerciali e strutture turistico-ricettive. Il Comune ha già chiesto la dichiarazione dello stato di calamità naturale, mentre la Protezione civile regionale segue da vicino un’emergenza che mette in luce tutta la fragilità di territori lontani dalla terraferma.

Una stima provvisoria dei danni, nelle varie regioni, ammonta a 740 milioni di euro.

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