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Washington violenta: «Un netto peggioramento dall'inizio della pandemia»
Manuela Cavalieri e Donatella Mulvoni
Non si arresta la spirale di violenza a Washington.
STATI UNITI
26.07.2021 - 06:000

Washington violenta: «Un netto peggioramento dall'inizio della pandemia»

Ancora sparatorie, morti e feriti nella capitale. «Non cederemo alla paura».

di Redazione
Manuela Cavalieri e Donatella Mulvoni

WASHINGTON - Non si arresta la spirale di violenza a Washington DC. Le cronache cittadine continuano a registrare sparatorie e crimini. L’ultimo conflitto a fuoco con due feriti è avvenuto giovedì scorso sulla celebre 14th Street, la via della movida della capitale. Solo qualche giorno prima a Congress Heights – uno dei quartieri più problematici di Washington – in uno scontro era rimasta uccisa una bimba di sei anni mentre altre cinque persone erano state ferite.

Il giorno dopo una sparatoria al Nats Park aveva provocato la sospensione forzata di una partita dei Nationals, la squadra cittadina di baseball. «Ormai episodi del genere sono all’ordine del giorno», ci racconta Tanner, un giovane che lavora in uno dei locali di 14th Street. Il giovane era al lavoro al momento della sparatoria. «Ho sentito la raffica di colpi, c’è stato qualche attimo di tensione e immediatamente un via vai di polizia». Tanner, che è nato e cresciuto nella capitale, ci spiega che non è la prima volta. «Credo che ci sia stato un netto peggioramento dall’inizio della pandemia», dice.

I dati sembrano dargli ragione. Gli omicidi nell’area metropolitana di Washington sono aumentanti del 19% nel 2020. «È un momento molto particolare per la nostra città, ma credo che come me tanti washingtoniani non abbiamo nessuna intenzione di chiudersi a casa. Non cederemo alla paura. Come vedete il quartiere è di nuovo vivo e pieno di gente». Intanto la sindaca della città, Muriel Bowser, ha già incontrato il presidente Joe Biden per discutere un piano di prevenzione della violenza. L’ondata interessa soprattutto i quartieri più poveri e popolati da afroamericani.

Secondo la polizia, il 40% delle violenze si concentra in un territorio che corrisponde a 150 isolati, ovvero il 2% del territorio. È qui che si spara e si muore. Per gli esperti si tratta della rappresentazione plastica del dickensiano “racconto delle due città”, due rovesci della stessa medaglia. Da un lato c’è la Washington patrizia e ricca, quella della politica e delle lobby; dall’altra c’è la città indigente, quella delle minoranze che fanno i conti ogni giorno con povertà endemica e crimine.

Manuela Cavalieri e Donatella Mulvoni
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