ITALIALa curva non si piega: superati i 30mila casi in un giorno

30.10.20 - 21:12
L'Istituto superiore di sanità italiano: «Rischio di criticità importanti a breve termine in numerose regioni»
keystone-sda.ch (Claudio Furlan)
Fonte ATS ANS
La curva non si piega: superati i 30mila casi in un giorno
L'Istituto superiore di sanità italiano: «Rischio di criticità importanti a breve termine in numerose regioni»

ROMA - Con i contagi che per la prima volta superano la soglia dei 30mila casi in 24 ore, toccando quota 31.084, e con 199 vittime in un giorno, l'epidemia di Covid-19 segna un «rapido peggioramento» e proietta l'Italia verso lo scenario 4, quello più grave e con rischio di tenuta dei servizi sanitari nel breve periodo.

Il quadro che emerge dall'ultimo monitoraggio dell'Istituto superiore di sanità e ministero della Salute (relativo alla settimana 19-25 ottobre), conferma una situazione «complessivamente e diffusamente molto grave sul territorio nazionale, con rischio di criticità importanti a breve termine in numerose regioni e province autonome».

Lo indica chiaramente l'indice di trasmissibilità Rt, salito a 1,7 a livello nazionale. Allarmante la fotografia delle regioni: il carico di lavoro, si legge nel documento, «non è più sostenibile sui servizi sanitari territoriali con evidenza di impossibilità di tracciare in modo completo le catene di trasmissione». Inoltre, questa settimana, per la prima volta, è stato segnalato il superamento in alcuni territori della soglia critica di occupazione in aree mediche (40%) ed esiste un'alta probabilità che 15 Regioni e Province autonome superino le soglie critiche di terapia intensiva e/o aree mediche nel prossimo mese. Complessivamente, il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è salito da 750 (18/10) a 1.208 (25/10), mentre il numero di persone ricoverate in aree mediche è passato da 7.131 (18/10) a 12.006 (25/10).

Regioni a rischio - Sono 11 le regioni classificate a rischio elevato di una trasmissione non controllata di SarsCov2 ed altre 8 Regioni e Province autonome sono classificate a rischio moderato con una probabilità elevata di progredire a rischio alto nel prossimo mese. Calabria, Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, più la provincia di Bolzano, sono già nello scenario 4. Va però precisato che Emilia Romagna e Bolzano, rientrano nella classificazione delle Regioni a rischio moderato, ma compaiono anche nella classificazione dello scenario 4. Ciò perché il calcolo di quest'ultimo valore, realizzato sulla base di una ventina di indicatori, può divergere da quello del livello di rischio.

La curva, dunque, non accenna a piegarsi a fronte di un nuovo record di tamponi effettuati in un giorno (215.085) mentre sono 16.994 i ricoverati nei reparti ordinari degli ospedali e nelle terapie intensive ci sono oggi 1.746 persone, 95 più di ieri. La speranza è che le misure dell'ultimo dpcm possano cambiare il trend: «Gli effetti li vedremo alla fine della prossima settimana, a queste misure però si possono e si debbono inserire ulteriori misure che possono essere e a livello nazionale e a livello locale»., ha spiegato il presidente dell'Iss, Silvio Brusaferro, alla conferenza stampa sull'analisi della situazione epidemiologica tenuta insieme al presidente del Consiglio superiore di Sanità, Franco Locatelli. E se la trasmissione del virus continua ad avvenire soprattutto in famiglia, «saranno fatti tutti gli sforzi per mantenere aperta la scuola», ha detto Locatelli ricordando che l'ambito scolastico rappresenta il 3,8% di tutti i focolai.

Tuttavia la prospettiva che l'intero Paese scivoli a breve nello scenario peggiore appare sempre più concreta. In questo caso, le misure saranno più drastiche e chiusure e zone rosse «in uno scenario 4 avanzato - ha aggiunto il direttore del Dipartimento Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza - potrebbero essere addirittura automatiche». Intanto, da Iss e ministero giungono due raccomandazioni forti: è «fondamentale» che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo e rimanga a casa il più possibile. Mentre le Regioni, dal canto loro, sono invitate a considerare un «tempestivo innalzamento delle misure di mitigazione nelle aree maggiormente affette in base al livello di rischio».

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