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ALBANIA
27.11.2019 - 20:030

Il bilancio del sisma sale ancora, i morti sono 30

Tra le vittime c'è la fidanzata del figlio del premier Edi Rama, morta nel crollo di una palazzina assieme al padre, alla madre e al fratello

di Redazione
Claudio Accogli, Ansa

TIRANA - La terra continua a tremare in Albania, dove il bilancio del violento terremoto di martedì notte è salito a 30 morti e dove centinaia di soccorritori scavano a mani nude in una corsa contro il tempo, con le speranze di trovare sopravvissuti sotto le macerie che si fanno sempre più esili.

I lutti nel Paese delle Aquile hanno colpito tanti, anche il premier Edi Rama: tra le vittime c'è la fidanzata del figlio, morta nel crollo di una palazzina assieme al padre, alla madre e al fratello. Una famiglia sterminata.

Il governo ha proclamato lo stato di emergenza a Tirana e a Durazzo, mentre la comunità internazionale cerca di far sentire il suo sostegno: «Sono vicino alle vittime, prego per i morti, per i feriti, per le famiglie. Che il Signore benedica questo popolo al quale voglio tanto bene», ha detto Papa Francesco.

A Durazzo, dove il suolo si è sollevato di 10 centimetri, i soccorritori scavano soprattutto in tre siti. In periferia c'è una palazzina di quattro piani rasa al suolo. Al lavoro ci sono anche i Vigili del Fuoco italiani, con 160 uomini.

La popolazione segue in silenzio le operazioni di scavo: in un edificio accanto a decine aspettano disperati. Molti piangono, altri si raccolgono intorno agli anziani. I cani delle unità cinofile vengono utilizzati per rintracciare i segni vitali dei sopravvissuti. Ma a fine serata ancora senza successo.

Qualche chilometro più in là, nei pressi dello Stadio di Durazzo dove sono state allestite le tende per gli sfollati e sono attivi i team medici, i soccorritori sono alle prese con una situazione non meno tragica. È crollata una palazzina di sei piani, si tenta di farsi largo tra i detriti, ma si vede a occhio nudo che è un'impresa titanica. A sorpresa arriva il presidente albanese, Ilir Meta. «Voglio ringraziare il popolo italiano e le sue istituzioni per il grande contributo in questa tragedia», dice all'agenzia Ansa.

Passa una mezz'ora e scoppia un altro finimondo. Sulle macerie della palazzina, parte di una sorta di complesso con un piccolo parco al centro, i soccorritori issano una barella. Cala il silenzio, il brusio dei residenti oscilla tra l'euforia e il terrore che venga estratto un altro cadavere. Ma quando tutto sembra essere pronto si scatena il panico: i soccorritori scendono precipitosamente dalle macerie, la polizia intima a tutti di allontanarsi. È un'altra scossa, fortissima: la magnitudo è di 5.6, registrata ad una quarantina di chilometri da Tirana, nell'Adriatico. Le operazioni vengono temporaneamente sospese. Una pausa che dura poco: i soccorritori tornano subito al lavoro.

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