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REGNO UNITO«Il dialogo oppure l'apocalisse»

28.07.22 - 11:12
Il consigliere per la sicurezza nazionale britannico avverte sui rischi della chiusura delle relazioni con Russia e Cina
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Fonte ATS
«Il dialogo oppure l'apocalisse»
Il consigliere per la sicurezza nazionale britannico avverte sui rischi della chiusura delle relazioni con Russia e Cina

LONDRA - L'Occidente non parla abbastanza con Russia e Cina e deve riprendere il filo di un dialogo possibile malgrado l'attuale situazione di evidente ostilità, altrimenti si rischia di entrare in uno scenario apocalittico da guerra nucleare.

Parola di sir Stephen Lovegrove, consigliere per la sicurezza nazionale britannico, in missione in questi giorni a Washington sullo sfondo del conflitto in Ucraina e delle tensioni su Taiwan che alimentano lo scontro di Mosca e Pechino con l'alleanza atlantica.

Difficoltà di dialogo - Intervenendo ieri oltre Oceano a un forum animato da esperti di sicurezza e d'intelligence, l'alto funzionario di Londra - citato oggi con evidenza dai media del Regno - non ha nascosto le difficoltà del dialogo con Russia e Cina, dato l'atteggiamento aggressivo attribuito loro e nel pieno della «brutale invasione dell'Ucraina».

Ma ha richiamato toni più pragmatici e meno bellicosi rispetto a quelli di diversi esponenti politici (anche di casa sua), arrivando a esprimere rimpianto per la stagione della Guerra Fredda: quando l'attitudine al negoziato «permise a noi di migliorare la comprensione della dottrina sovietica e del loro potenziale e viceversa, portandoci a un livello di fiducia sufficiente ad allontanare il pericolo di scatenare una guerra nucleare per errori di calcolo». Un elemento di rassicurazione che ora manca sia con Mosca sia, «in particolare», con Pechino.

La corsa al riarmo - Di qui il suo allarme rispetto a un contesto segnato anche dall'evidente ripresa «della corsa al riarmo» non convenzionale in vari Paesi. Contesto nel quale, ha ammesso sir Stephen, non vi sono al momento le condizioni per un nuovo accordo generale di disarmo fra i principali attori internazionali o anche solo di aggiornamento dei trattati che egli accusa la Russia di Vladimir Putin di «aver violato».

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