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La fragile situazione in Afghanistan preoccupa i vicini, a partire dal Pakistan.
AFGHANISTAN
01.09.2021 - 07:130
Aggiornamento : 08:30

La fragilità afghana e il rischio di attentati preoccupano il Pakistan

I talebani caldeggiano la riapertura delle missioni diplomatiche a Kabul

KABUL - Ufficialmente conclusa la presenza delle truppe statunitensi, l'Afghanistan ora deve trovare una propria stabilità interna. La minaccia più grave è sicuramente quello del terrorismo jihadista, come dimostrato dagli attacchi all'aeroporto di Kabul della settimana scorsa.

La fragilità dell'assetto afghano preoccupa le nazioni vicine, a partire dal Pakistan. «I prossimi due-tre mesi saranno critici» ha dichiarato un alto funzionario all'agenzia stampa Reuters. Islamabad teme in questa vita un aumento degli attacchi lungo la frontiera. Per prevenirli è necessario l'impegno dell'intera comunità internazionale: «Dobbiamo assistere i talebani nella riorganizzazione dell'esercito, così da controllare il loro territorio» ha aggiunto.

Operazione antiterrorismo in Pakistan - La polizia pachistana ha condotto nelle scorse ore un'operazione antiterrorismo nella provincia del Beluchistan, che ha portato all'uccisione di almeno 11 combattenti dell'Isis-K. Il quotidiano britannico The Independent afferma che il gruppo è stato circondato e si è rifiutato di arrendersi. Ne è quindi scaturito un conflitto a fuoco. All'interno di un edificio sono stati rinvenuti giubbotti e cinture esplosivi, oltre ad armi da fuoco di varia natura.

 

La riapertura delle sedi diplomatiche - Un ulteriore appello alla comunità internazionale arriva dagli stessi talebani, che caldeggiano la riapertura delle sedi diplomatiche abbandonate in fretta e furia negli scorsi giorni. Questo isola l'Afghanistan e fa perdere il sostegno all'estero, come hanno spiegato vari analisti politici al media locale Tolo News: «Finora 40 paesi del mondo hanno cooperato militarmente con l'Afghanistan. Ci vorrà tempo perché la cooperazione militare si trasformi in relazioni politiche». 

È lo stesso portavoce talebano Zabihullah Mujahid a spiegare che a Kabul ci si aspetta il ritorno della missione diplomatica statunitense. «L'America dovrebbe avere solo una presenza diplomatica a Kabul. Abbiamo canali di comunicazione con loro e ci aspettiamo che riaprano la loro ambasciata e vogliamo anche avere relazioni commerciali con loro».

Il nodo del riconoscimento - Il riconoscimento del governo dei talebani sarebbe un importante passo in avanti per il movimento, rispetto alla precedente presa di potere negli anni '90: all'epoca solo Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Pakistan lo fecero.

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