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UNIONE EUROPEA
14.02.2016 - 16:530

L'Ue vara un piano post accordo sul clima di Parigi

"L'obiettivo è di mantenere la nostra leadership internazionale nella diplomazia del clima, aumentare i nostri sforzi nel condividere le nostre esperienze nel realizzare politiche energetiche"

BRUXELLES - L'Unione europea è pronta a sferrare una nuova offensiva diplomatica sul fronte clima. Il piano è quello di tirare le fila e unire gli sforzi delle delegazioni Ue e dei 28 Stati membri sparse per il Pianeta, come già avvenuto in vista della conferenza di Parigi.

Sarà questo il primo punto in agenda al Consiglio dei ministri degli esteri Ue di lunedì prossimo. L'obiettivo per i 28 Stati membri è non perdere lo slancio dell'accordo della COP21 di Parigi e innanzitutto incassare le firme necessarie alla cerimonia ufficiale di aprile a New York perché l'intesa possa entrare in vigore. A pesare sul futuro dell'intesa la fragile posizione degli Stati Uniti, messa in dubbio dal recente stop della Corte Suprema al 'Clean Power Plan' di Obama.

"L'obiettivo è di mantenere la nostra leadership internazionale nella diplomazia del clima, aumentare i nostri sforzi nel condividere le nostre esperienze nel progettare e realizzare politiche energetiche e per il clima" ha detto il commissario europeo responsabile del dossier, Miguel Arias Canete, in occasione di un incontro organizzato da un think tank a Bruxelles.

"In linea con questo scopo, l'Ue intende firmare l'accordo di Parigi alla cerimonia di alto livello del 22 aprile a New York" ha aggiunto Canete, conscio della necessità che almeno 55 Paesi che rappresentino almeno il 55% delle emissioni globali di gas serra facciano altrettanto perché l'intesa salva-clima entri in vigore.

Lo stesso Canete martedì prossimo incontrerà a Bruxelles l'inviato Usa per il Clima, Todd Stern, "per meglio comprendere le potenziali implicazioni della decisione della Corte Suprema". Il rischio concreto è che dopo il congelamento del 'Clean Power Plan', cavallo di battaglia sul fronte clima del presidente Barack Obama, Paesi come India e Cina rimettano in discussione gli impegni assunti nella capitale francese, qualora un altro grande emettitore come gli Stati Uniti non dovesse rispettare i propri.

Nel frattempo i negoziati Onu proseguono. "Parigi ha lasciato un'ampia gamma di questioni tecniche aperte" ha ricordato Canete, affermando che "dovremo lavorare duro nel 2016 per superare gli ultimi ostacoli dell'accordo".

Il prossimo appuntamento chiave è la conferenza sul clima di Marrakesh (COP22), importante per assicurare il successo dell'attuazione dell'intesa. "Raggiungere l'accordo di Parigi - ha affermato Canete - è stato un compito arduo, ora tutti i firmatari devono prendersi le proprie responsabilità e attuare le disposizione concordate". "Questo è il motivo per cui l'Ue rimane impegnata a mantenere lo slancio internazionale per assicurare la piena e tempestiva attuazione dell'accordo" ha concluso il commissario europeo al Clima.
 

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