Le prime parole di Khamenei: «I nostri nemici pagheranno un prezzo»

È il suo primo messaggio da quando è stato nominato dall'Assemblea negli esperti domenica
TEHERAN - «Noi non ci ritireremo mai. Vendicheremo il sangue dei nostri martiri, vendicheremo il sangue di tutti i nostri cittadini. I nostri nemici pagheranno il prezzo, perché ci sarà una vendetta». Lo ha detto la nuova Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei. Nel suo primo messaggio da quando è stato nominato dall'Assemblea negli esperti domenica, l'ayatollah ha affermato che «finora è stata ottenuta una vendetta limitata per il sangue dei martiri, ma finché non sarà pienamente realizzata, questo continuerà ad avere la priorità. Il crimine deliberatamente commesso dal nemico nel caso della scuola 'Shajarah Tayyiba' a Minab e in altri casi simili occupano un posto speciale».
«Garantisco a tutti che non ci asterremo dal vendicare il sangue dei nostri martiri. La vendetta che intendiamo compiere non è legata solo al martirio del grande leader della rivoluzione (Ali Khamenei, ndr), ma di ogni appartenente alla nazione martirizzato dal nemico», ha aggiunto.
Mojtaba Khamenei ha anche dichiarato che «la leva della chiusura dello Stretto di Hormuz deve continuare a essere utilizzata come strumento di pressione». «Abbiamo studiato l'apertura di altri fronti dove il nemico ha poca esperienza ed è estremamente vulnerabile. Questi saranno attivati se la situazione di guerra persiste e in base agli interessi nazionali», ha aggiunto la nuova Guida suprema. «Dobbiamo sconfiggere il nemico e la nostra forza ci aiuterà a farlo». L'ayatollah ha poi affermato che "i Paesi della regione devono assumersi la responsabilità per gli aggressori della nostra amata patria e per gli assassini del nostro popolo. Raccomando loro di chiudere quelle basi il prima possibile, perché ormai devono aver capito che la pretesa americana di garantire sicurezza e pace non era altro che una menzogna».
«Da anni il nemico installa gradualmente basi in alcuni paesi confinanti. Nel recente attacco sono state utilizzate alcune di queste basi e, come avevamo avvertito, abbiamo colpito solo le basi, senza attaccare quei paesi», ha aggiunto Mojtaba Khamenei, sottolineando che «chiederemo un risarcimento al nemico e, se dovesse rifiutare, prenderemo la maggior parte dei suoi beni che riterremo opportuni. Se ciò non fosse possibile, distruggeremo una quantità equivalente di beni». La nuova Guida suprema ha poi espresso «la mia sincera gratitudine ai combattenti del Fronte della Resistenza. Consideriamo i paesi del Fronte della Resistenza i nostri migliori amici e parte integrante dei valori della rivoluzione islamica».
«Non c'è dubbio che la solidarietà tra le componenti del Fronte di Resistenza abbrevierà il cammino verso la liberazione dalla sedizione sionista. Il coraggioso e leale Yemen non ha mai smesso di difendere il popolo oppresso di Gaza, il devoto Hezbollah è accorso in aiuto della Repubblica Islamica nonostante tutte le difficoltà, e la resistenza irachena ha coraggiosamente seguito la stessa linea», ha aggiunto. «Promettiamo alla defunta Guida suprema" Ali Khamenei "che seguiremo il percorso e faremo del nostro meglio per proseguire quanto fatto in passato e chiedo a tutti i diversi leader politici dell'Iran di fare del proprio meglio per mostrare unità», ha concluso il 56enne.
Mojtaba Khamenei non è apparso in pubblico: una speaker ha letto la sua dichiarazione sulla tv di Stato, con l'immagine del leader sullo sfondo.



