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Alptransit, sì ad altri studi su rumori e rischio incidenti

Via libera del Parlamento alla mozione PLR
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Alptransit, sì ad altri studi su rumori e rischio incidenti
Via libera del Parlamento alla mozione PLR

BELLINZONA - «Uno studio aggiornato sull’impatto fonico e sui rischi in caso di incidenti su tutta la tratta di Alptransit a cielo aperto tra Pollegio e Chiasso». È la richiesta, contenuta in una mozione a cura di Tiziano Zanetti (Plr) e dei colleghi di partito Bixio Caprara e Omar Terraneo, accolta dal Gran Consiglio con 69 voti a favore (zero contrari e un astenuto).

Strumento di pressione sulla politica federale - Secondo i proponenti, l’analisi potrà aiutare il completamento dell’opera: «È la premessa imprescindibile per avere gli argomenti necessari e indispensabili nelle trattative con l’autorità federale. Argomenti che possono costituire una solida base per poter spingere la politica federale a chinarsi immediatamente sul completamento della tratta di AlpTransit a sud della galleria di base con le opere previste a progetto e non realizzate».

L'elenco delle opere - Fra queste vengono citate il binario di sorpasso in direzione sud e il “Salto montone” in zona Giustizia a Biasca, l’aggiramento della Riviera e la circonvallazione di Bellinzona con il completamento a sud di Lugano per il prosieguo del traffico merci verso l’Italia, in sicurezza per i centri urbani, «limitando al massimo gli influssi negativi del rumore e delle vibrazioni provocati dai convogli merci».

«Il progetto è monco» - I mozionanti ricordano che le opere «non erano una mera promessa al momento della proposta di esecuzione di Alptransit al sud delle Alpi, bensì parti integranti del progetto e dell’investimento approvati. Oggi il progetto si presenta evidentemente monco, con tutta una serie di aspetti molto problematici che sono semplicemente inaccettabili».

«Non possiamo attendere fino al 2050» - «Il Ticino - si legge ancora nel documento - non può certamente attendere fino al 2050, come affermato dalle FFS, per tornare a discutere di questo tema fondamentale per la qualità di vita e la sicurezza dei cittadini del nostro Cantone».

La commissione - Una posizione condivisa dalla commissione Ambiente, territorio ed energia (relatore il leghista Sem Genini): «Gli studi proposti sono necessari e rilevanti per i cittadini del nostro Cantone. A seconda dei risultati dello studio, il Consiglio di Stato sarà poi tenuto a trattare in maniera convinta e decisa con l’autorità federale per le relative rivendicazioni».

La posizione del Consiglio di Stato - Il Governo aveva invitato a respingere la mozione, ritenendo che gli studi richiesti comporterebbero oneri aggiuntivi per il Cantone. Inoltre, «considerando le competenze e le attività in corso a livello federale, in particolare il continuo aggiornamento degli studi da parte della stessa autorità federale, quanto richiesto dalla mozione è già garantito».

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